Ecco cinque  errori da evitare quando si inizia a fare l’orto, perché chi bene comincia è a metà dell’opera. I primi mesi del nuovo anno (gennaio e febbraio) segnano anche l’inizio del nuovo orto, una fase progettuale e pratica che condizionerà l’andamento dei mesi futuri.

Per i nuovi orticoltori questo potrebbe essere un periodo cruciale, l’avvio di un nuovo stile di vita e del motore di tanti cambiamenti,  che arriveranno negli anni a venire. Ma se le cose dovessero andare male nel primo anno, i buoni propositi e le speranze rimarrebbero delusi, con il rischio di rinunciare troppo presto ad un progetto che avrebbe potuto portare tanti frutti.

Errore 1. Iniziare con un orto troppo grande

L’errore più comune è iniziare una coltivazione più grande delle proprie capacità o del tempo disponibile. È molto importante ricordare questa regola per chi inizia, ma vale anche per gli orticoltori con più esperienza, perché la tentazione di ampliare il terreno coltivato è molto comune e non sempre si tratta di una scelta giusta. 

Spesso, per aumentare la produzione, basta cambiare il metodo di coltivazione. Per esempio, passando dalle aiuole a monocoltura a quelle dove gli ortaggi sono piantati in consociazione. Oppure riducendo le distanze del sesto d’impianto. Queste scelte, però, vanno accompagnate da un miglioramento della fertilità del suolo. Si può coltivare di più in meno spazio se la terra è in grado di fornire i nutrienti necessari alle piante. 

La fertilità del suolo si migliora gradualmente, con lavorazioni leggere, se il suolo è compattato, e aggiungendo materia organica. Si può intervenire anche con un concentrato di nutrienti, aggiungendo per esempio del letame maturo, ma un fertilità più stabile si raggiunge facendo lavorare le radici e gli organismi del suolo e questo bisogna avere la pazienza di attendere i tempi della natura.

orto, errori da non fare

orto, ecco gli errori da non fare. Errore 1: non esagerare con le dimensioni

Errore 2. Scegliere ortaggi difficili da coltivare 

Non solo all’inizio è bene non esagerare con le dimensioni, ma quando si ha poca esperienza è bene non esagerare anche con la varietà delle piante, scegliendo quelle più semplici da coltivare. Buone piante per iniziare sono aglio, cipolle, patate, zucchinefagiolini, insalate e bietole. 

Le piante più semplici da coltivare variano in base al territorio di provenienza, quindi per un elenco più preciso si può fare visita agli orti dei vicini, che ci possono raccontare quali piante riescono a far crescere con maggiore facilità. 

Errore 3. Non considerare la presenza di parassiti e malattie

Difficilmente nell’orto va tutto liscio, qualche avversità si presenta sempre. Questo non significa che non siamo noi bravi agricoltori, ma che la natura funziona così. È una rete di esseri viventi interconnessi, che si aiutano a vicenda, a volte anche “parassitandosi”. Nel disegno generale di Madre Natura questo è un bene, ma agli occhi del coltivatore le avversità fanno molti danni. Quindi bisogna tenerne conto, per prevenire, quando possibile, e per non subire troppi danni quando l’inevitabile si presenta. 

Nelle zone umide le lumache, con il guscio e senza guscio, si presenteranno. Quindi è bene essere già pronti a contenere i danni. In questo articolo ci sono diverse idee per limitare la loro diffusione, che vanno attuate in anticipo sul loro arrivo. 

Anche gli afidi sono molto frequenti, per loro si può decidere di seminare un po’ di più,  prevedendo qualche perdita, o coltivare qualche pianta trappola che li attragga. In generale l’orto non dovrebbe essere un angolo verde nel deserto, ma ospitare intorno e anche all’interno altre piante che contribuiscano in vario modo alla buona salute degli ortaggi. Per esempio, i fiori nell’orto attraggono impollinatori, una certa biodiversità fa sì che prosperino insetti o animaletti predatori dei parassiti che abbiamo la necessità di contenere.  Un classico esempio sono le coccinelle che si nutrono di afidi e che dobbiamo attrarre nel nostro orto con piante a loro gradite (come calendula, tarassaco, rafano, timo, tagete, prezzemolo, trifoglio) e ripari per l’inverno. 

Anche le rotazioni degli ortaggi e la consociazione di piante diverse  sono ottimi sistemi di prevenzione delle malattie. Si possono poi prevedere teli protettivi contro gli insetti. Inoltre si possono realizzare tanti preparati naturali che rinforzano le piante o sono repellenti per gli insetti, si possono distribuire nell’orto per prevenire le avversità. Abbiamo tante strategie possibili senza ricorrere all’uso di pesticidi.

trattamento naturale

trattamento naturale sui cavoli

Errore 4. Non tenere conto di clima e meteo

Gli orti variano in base alle condizioni climatiche. Purtroppo le produzioni di semi e piantine sono state standardizzate e non è facile trovare sempre le piante giuste ad ogni terreno. I contadini di un tempo avevano selezionato in maniera molto più precisa le piante adatte ad ogni terreno. Comunque gli ortaggi da coltivare vanno scelti in base alle caratteristiche della zona e, molto importante, vanno trapiantati e seminati al momento giusto. Le coltivazioni da avviare a marzo in Lombardia sono diverse da quelle della Sicilia. Bisogna conoscere, per esempio, se viviamo in una zona dove sono possibili le gelate tardive

Non esiste il giorno perfetto che possa essere previsto in anticipo, perché ogni anno si presenterà con condizioni meteorologiche peculiari. Il meteo può essere valutato solo al momento, mentre si possono prevedere per semine e trapianti dilazionati nel tempo, in modo da avere più possibilità di successo. Senza contare che la semina scalare consente di raccogliere gli stessi ortaggi per un periodo più lungo.

nutri il suolo

nutri il suolo, con pacciamatura, concimazioni naturali come compost

Errore 5. Non nutrire il suolo

A meno che non siamo i fortunati custodi di una terra super fertile, in ogni orto c’è bisogno di intervenire per portare fertilità. È necessario per due ragioni: la prima è che la maggior parte dei terreni sono stati impoveriti dalle pratiche agricole e hanno bisogno di un processo di rigenerazione; la seconda è che le orticole sono in genere piante esigenti che sottraggono molti nutrienti al terreno, che noi portiamo via raccogliendo la pianta stessa, per questo è necessario reintegrare in qualche modo ciò che è stato sottratto. 

Per nutrire la terra possiamo aggiungere degli ammendanti già pronti come compost,  letame maturo o vermicompost, ma anche stimolare la naturale produzione dell’humus per la quale c’è bisogno di materia organica, vita microbiologica, funghi e abbondanza di radici vive.

Le piante possono essere nutrite anche con fertilizzanti a veloce assorbimento, ovvero soluzioni liquide con cui irrigare o irrorare le foglie. Questo tipo di nutrimento può essere di supporto, ma l’obiettivo per un orto prospero nel lungo periodo deve essere la creazione di un suolo stabilmente fertile.

Francesca Della Giovampaola

Cinque errori da evitare nel fare l’orto (video)

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Libri
La Cura della Terra,di F.Della Giovampaola, ed Mondadori
Un anno nell’orto, di M. Cereda, ed Gribaudo

Guide gratuite
Come rigenerare il suolo
Introduzione alla permacultura

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