Giugno porta il grande caldo e molte erbe spontanee hanno già raggiunto il culmine del loro sviluppo e si mettono a riposo. Il paesaggio italiano, in molte zone, perde la sua colorazione verde, i prati cominciano a ingiallire. In giro ci sono meno insalate ed erbe spontanee, ma non mancano le piante interessanti da usare sia in cucina che per la salute. Vediamo alcune piante spontanee da raccogliere in questo periodo che possiamo portare a tavola fresche o conservare per le loro proprietà.
Iperico (Hypericum perforatum)
L’iperico è veramente una pianta speciale, con tanti usi in fitoterapia. Si tratta di un’erba diffusa, che è possibile incontrare negli ambienti asciutti e soleggiati, dalla pianura alla montagna. Viene chiamata anche erba di San Giovanni. Il nome ci aiuta a ricordare quando raccoglierla, infatti il suo tempo balsamico, ovvero il periodo in cui esprime al meglio le sue proprietà, si ha attorno al giorno del calendario dedicato a San Giovanni, ovvero il 24 giugno. Secondo la tradizione si dovrebbe raccogliere nella notte tra il 23 e il 24 giugno. Ma, naturalmente, la massima espressione della sua fioritura varia in base alla zona di crescita.
Con l’iperico possiamo preparare un oleolito, facile anche da fare in casa, o preparare tisane. L’olio ha proprietà cicatrizzanti, si usa su piccole ferite ed ustioni. Ottimo per riparare ad una scottatura solare. È sconsigliato il suo uso prima di esporsi al sole perché potrebbe essere fotosensibilizzante. L’iperico è un leggero sedativo e in tisana aiuta contro lievi depressioni e periodi di stress.

fiore di iperico. Foto Macro @Filippo Bellantoni
Preparazione dell’oleolito di iperico
Raccogliamo i suoi fiori gialli, li mettiamo in un barattolo e li copriamo subito con olio extravergine di oliva (si possono usare anche altri oli vegetali come quello di girasole). Si chiude il barattolo con un tessuto traspirante per non far entrare polvere e insetti e si lascia al sole per circa un mese. Non deve prendere acqua, quindi attenzione alla pioggia o alla troppa umidità. Troppo sole, necessario per l’estrazione delle sue componenti potrebbe danneggiare l’olio, perciò si può mettere all’ombra nelle ore pomeridiane, per poi esporlo di nuovo la mattina. Alla fine l’olio sarà diventato di un bel rosso e va filtrato con un tessuto di cotone o un filtro da tè. Si conserva per 1 anno in contenitori di vetro scuro.
Olio di iperico
- Raccogliere fiori gialli in un barattolo
- Coprire subito tutto con olio extravergine di oliva
- Chiudere con tessuto traspirante
- Lasciare al sole per 1 mese

oleolito di iperico
Visciole (Prunus cerasus)
Le visciole sono il frutto di una varietà di ciliegio acido (Prunus cerasus). Sono simili alle ciliegie, ma più piccole, con un sapore meno dolce, ma molto gradevole a completa maturazione, che si riconosce dalla colorazione rosso scuro. Appartengono alla stessa specie l’amareno e il marasco.
Si tratta di un albero di piccole dimensioni che si riproduce con facilità anche partendo dal seme. È rustico e longevo, sopporta bene il caldo, il freddo e la siccità. I suoi frutti oltre che freschi, possono essere consumati in diverse trasformazioni. Si usano per fare liquori, sciroppi, confetture gelatine o frutta candita.
- Altre informazioni su questa pianta e ricette per usare i suoi frutti in questo articolo: l’albero delle visciole

visciole
Nepetella o mentuccia romana (Clinopodium nepeta, uguale Calamintha nèpeta)
È una pianta aromatica molto comune che si può utilizzare in cucina, ma con interessanti proprietà anche per la salute. Appartiene alla famiglia delle lamiaceae, la stessa di molte altre aromatiche. Il suo profumo ricorda quello della menta, ma ha caratteristiche differenti. La nepitella affronta bene il caldo e la siccità, mentre la menta ha bisogno di terreni umidi. Uno degli abbinamenti principali in cucina viene fatto con i carciofi alla romana, nei quali non può mancare. Un altro alimento con cui si sposa bene sono i funghi. Può essere usata anche per fare tisane digestive, rilassanti e rinfrescanti. Si essicca facilmente creando dei mazzetti, da tenere all’aria a testa all’ingiù. Ha proprietà disinfettanti e cicatrizzanti.
Anche per questa pianta si può approfondire la conoscenza in un articolo dedicato: nepeta o mentuccia: riconoscimento, caratteristiche e ricette
- Ti potrebbe anche interessare il nostro libro Erbe spontanee, un manuale per imparare a riconoscere e raccogliere le erbe selvatiche. Perché è fondamentale riconoscere senza dubbi quello che si raccoglie!

Nepeta, nepetella o mentuccia romana
Porraccio, papavero e cicoria
Le insalate di giugno possono essere arricchite di colori, sapori e proprietà raccogliendo petali dai prati in fiore. Le tante fioriture di stagione infatti ci donano tanti petali o fiorellini da portare in tavola, una interessante risorsa visto che le foglie verdi sono più difficili da trovare e che le colorazioni dei fiori stanno ad indicare la presenza di tante molecole buone anche per la salute, come antociani, carotenoidi e flavonoidi.

fiore del porraccio
Possiamo raccogliere le infiorescenze del porraccio (Allium ampeloprasum), sfere composte da centinaia di fiori dal rosa al porpora, che aiutano il sistema immunitario. Da questa pianta selvatica deriva l’aglione della Valdichiana. Non lasciamoci sfuggire qualche petalo rosso di papavero (Papaver rhoeas), con proprietà rilassanti che favoriscono il sonno. Anche i fiori celesti della cicoria (Cichorium intybus) ci interessano, per colorare le insalate. Hanno un sapore leggermente amaro che ricorda quello delle foglie.
Erbe e frutti selvatici di giugno (video)

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Libri Erbe spontanee
Erbe spontanee. Riconoscerle, raccoglierle e conservarle di W.Taliana Tobert, F.Della Giovampaola, F.Bellantoni, ed Gribaudo
Il Libro delle Libere Erbe, di Annalisa Malerba e Elisa Nicoli, Altraeconomia
Il prato in tavola, di Dafne Chanaz, ed. Terra Nuova
La Cura della Terra, di F.Della Giovampaola, ed Mondadori
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Posso chiederti come mai nel vostro libro non è presente l’ iperico?
Grazie
Ciao Paola, l’iperico non è tra le 40 erbe trattate in questo volume. Con Wateki abbiamo dovuto fare una selezione per restare nelle 40 erbe spontanee, tra le più comuni e diffuse in Italia. In questo articolo sul libro trovi tutte le erbe trattate, e la suddivisione da livello facile fino ad avanzato