Papa Francesco ha regalato al presidente degli Stati Uniti, in visita in Vaticano, alcuni libri tra cui “Laudato sì”, l’enciclica pubblicata due anni fa e dedicata all’ambiente. Un dono tutt’altro che casuale visto che Trump, in campagna elettorale e nei primi mesi del suo incarico, ha preso posizioni niente affatto rassicuranti per chi ha a cuore il futuro del pianeta Terra. Il titolo “Laudato sì. Enciclica sulla cura della casa comune” fa riferimento al Cantico delle Creature, uno dei primissimi testi poetici della letteratura italiana scritto da San Francesco.

L’enciclica Laudato sì ispirata a un testo poetico

L'enciclica di papa Francesco

L’enciclica di papa Francesco in edizione economica

Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba, scriveva il Santo di Assisi nel XIII secolo. Il Papa è partito da questi versi per lanciare un messaggio universale, importante per tutti gli uomini, indipendentemente dalle loro credenze religione. L’enciclica non lascia alternative: l’attuale crisi ambientale è figlia della crisi sociale, non si può avere cura dell’uomo senza avere cura dell’ambiente e viceversa. Per chi apprezza o pratica la permacultura l’enciclica del papa è un ottimo testo in cui ritrovare etiche e principi, un vero e proprio manuale da rileggere all’occorrenza.

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Francesco, papa permacultore

Dai cambiamenti climatici, alla gestione dei rifiuti, dalla scarsità di acqua potabile alla perdita di biodiversità. Il papa cita tutte le crisi più gravi che riguardano il pianeta e i suoi abitanti e lo fa con lo sguardo esperto del permacultore, abituato a osservare la connessione tra le cose più che le cose in sé. Scrive Francesco: “Stentiamo a riconoscere che il funzionamento degli ecosistemi naturali è esemplare: le piante  sintetizzano sostanze nutritive che alimentano gli erbivori; questi a loro volta alimentano i carnivori, che forniscono importanti quantità di rifiuti organici, i quali danno luogo a una nuova generazione di vegetali. Al contrario, il sistema industriale, alla fine del ciclo di produzione e di consumo, non ha sviluppato la capacità di assorbire e riutilizzare rifiuti e scorie”.

Il pontefice non ferma la sua analisi ai fenomeni più macroscopici, anzi incoraggia ad approfondire le analisi. “Per il buon funzionamento degli ecosistemi sono necessari anche i funghi, le alghe, i vermi, i piccoli insetti, i rettili e l’innumerevole varietà di microrganismi. Alcune specie poco numerose, che di solito passano inosservate, giocano un ruolo critico fondamentale per stabilizzare l’equilibrio di un luogo”. Chi leggerà l’enciclica vi troverà anche l’appello del papa ai politici.

“Degna di nota è la debolezza della reazione politica internazionale. La sottomissione della politica alla tecnologia e alla finanza si dimostra nel fallimento dei Vertici mondiali sull’ambiente. Ci sono troppi interessi particolari e molto facilmente l’interesse economico arriva a prevalere sul bene comune e a manipolare l’informazione per non vedere colpiti i suoi progetti”.

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