Hai mai provato un bagno di foresta? Immergersi in una foresta ha dei benefici che tutti quanti conosciamo per esperienza. Oggi, in un’epoca di forte urbanizzazione, questi benefici sono stati studiati per scoprire le loro cause e per capire come fare per tornare ad un sano equilibrio fra mondo antropico e mondo naturale.
E così è nata la pratica del “bagno di foresta”, dal giapponese “shinrin yoku”. Scopriamo in questo articolo di cosa si tratta.
Cosa sono i bagni di foresta
L’espressione “bagno di foresta”, tradotto in inglese come “forest bathing”, deriva dal giapponese “shinrin yoku”. Perché proprio in Giappone, negli anni 80, è stata messa a punto questa pratica, ormai riconosciuta in un tutto il mondo come una pratica terapeutica preventiva.
Al contrario di come può suggerire il nome, non consiste letteralmente in un bagno in torrenti, fiumi, laghi o cascate in mezzo al bosco. Si tratta piuttosto di un’esperienza multisensoriale che si può sperimentare camminando in una foresta.
Lo shinrin yoku fa parte, infatti, delle cosiddette “terapie forestali”, delle pratiche di medicina preventiva condotte a contatto con molti tipi di luoghi verdeggianti. Le foreste, appunto, ma anche gli orti, i giardini, o i parchi urbani.

bagno di foresta, camminare nel bosco è salutare
Come si pratica un bagno di foresta (forest bathing)
Detto così potrebbe sembrare qualcosa di serioso e impegnativo. E invece è esattamente il contrario. Perché, in fondo, i bagni di foresta non sono altro che un modo moderno di descrivere un’abitudine ancestrale, naturale e del tutto spontanea, che la nostra specie ha avuto per milioni di anni e che è andata un po’ perduta appena negli ultimi due secoli.
Si tratta di un’attività semplicissima, adatta a tutti e a tutte le età, che chiunque può praticare anche da solo. Non servono attrezzature, conoscenze, allenamento, mete da raggiungere e percorsi da compiere in tempi e modi stabiliti. Non c’è neanche bisogno di fare esercizi particolari, escursioni, corse. Non richiede nemmeno impegno mentale.
Insomma, non ci sono protocolli da seguire. Tutto quello che basta fare è camminare immergendosi nel bosco. Si possono trascorrere così delle ore o anche soltanto 30 minuti, e percorrere decine di chilometri come appena un paio. Le uniche cose che è consigliato fare sono spegnere qualsiasi dispositivo elettronico e dimenticarsi dell’orologio. Per il resto, basta vivere tutto nella maniera più spontanea e istintiva, accogliendo ogni desiderio e ogni bisogno che proviamo, esattamente come avremmo fatto da bambini.
E fare attenzione a tutto quello che percepiscono i nostri sensi. Con la vista, non solo i colori e tutte le loro sfumature, ma anche i giochi di luce, i panorami, gli scorci. Con l’udito, i versi degli animali, l’acqua che scorre, il fruscio delle foglie al vento, i nostri passi, il rumore di un rametto che si spezza o di un frutto che cade. Con l’olfatto, gli oli essenziali degli alberi, il profumo dei fiori, l’odore dell’aria che cambia insieme alla vegetazione che attraversiamo. Con il tatto, il legno più liscio o rugoso della corteccia degli alberi, le foglie, la freschezza dell’acqua di un fiume, la consistenza della terra. E con il gusto, il sapore dell’aria, dei frutti di bosco o di erbe e fiori selvatici. Da ripetere in ogni stagione, così da cogliere tutte le sfumature.
È importante fare tutto a modo proprio, secondo i propri desideri e bisogni. Se si ha sete o fame, si beve e si mangia. Se si è stanchi, ci si riposa. Se un particolare angolo ci incuriosisce, esploriamolo. Se un altro ci comunica rilassamento, fermiamoci a godercelo.
I comuni denominatori di queste esperienze sono pochi. Vivere il momento, il presente. Assaporare il tempo attimo per attimo, piuttosto che rincorrerlo. Vivere il corpo, i suoi segnali, i suoi movimenti. E accogliere tutte le emozioni che arrivano, piuttosto che pensarle e razionalizzarle o piuttosto che rimuginare i soliti pensieri con la mente.

tutti i benefici dei bagni di foresta (forest bathing)
Benefici dei bagni di foresta
Gli effetti benefici dei bagni di foresta sono tanti e sono ormai comprovati da metodi sia empirici che scientifici.
Ecco i vantaggi di “tuffarsi nella foresta”:
- riduzione dello stress
- riduzione pressione sanguigna
- riduzione frequenza cardiaca
- calo dell’ansia
- anti-depressivo
- anti-infiammatorio
- bilancia i livelli di zucchero nel sangue
- calma gli stati di collera
- migliora i livelli di colesterolo
- combatte il dolore
Si è osservato anche un aumento di difese immunitarie, capacità cognitive, creatività, concentrazione, vigore fisico, energia.
Ma anche miglioramenti dell’umore, della qualità del sonno, nei processi di digestione. Un più efficacie e più rapido recupero in seguito a interventi o malattie. Un rallentamento dell’invecchiamento sia fisico che mentale.
Perché ci fa bene camminare nella foresta?
Non ci sarebbe alcun bisogno di spiegare il perché di questi effetti: basterebbe vivere l’esperienza, accoglierli e tornare a capire che, se ci sono, è perché la nostra vera natura è vivere in natura, non circondati da cemento.
Ma in un’epoca di disconnessione da questa natura può essere utile spiegarlo. E se le prove quantitative della scienza si uniscono a quelle qualitative delle nostre esperienze dirette, si crea una sintesi che non lascia più dubbi.
Il movimento fisico stimola la produzione di endorfine, l’interazione con la natura riduce i livelli di cortisolo, la luce del sole innesca la serotonina.
All’interno di una foresta, l’aria che respiriamo, anche attraverso la pelle, è ricca di fitoncidi, sostanze rilasciate dalle piante per proteggersi da parassiti che, nel nostro organismo, aumentano numero e attività delle cellule NK (natural killer), capaci di riconoscere e distruggere cellule cancerogene o infette. Ma anche ricca di terpeni, che si trovano negli oli essenziali delle piante. E di ioni negativi, prodotti soprattutto dall’acqua. Poi ci sono le altre mille proprietà degli oli essenziali rilasciati dalle piante, che assumiamo nel corso della camminata tramite l’olfatto (N.d.r. sugli oli essenziali trovate un corso completo a cura del Dottor Marotta, trovate le prime lezioni gratuite).
- Per approfondire: nel mondo degli essenziali
Quando viviamo un’esperienza come il bagno di foresta viviamo di più nel corpo e nelle emozioni piuttosto che nella mente, come siamo abituati a fare fin troppo nel quotidiano. Qui non abbiamo un orologio da tenere sempre sotto controllo, non ci sono impegni, non dobbiamo essere né efficienti né produttivi. Non c’è da correre, non ci sono rumori fastidiosi, siamo in un ambiente aperto in cui l’aria circola. La tecnologia ci riempie di stimoli, ci rende sempre raggiungibili e disponibili. Qui ci siamo solo noi per noi stessi, con i nostri ritmi di natura, e allora il tempo si dilata.

bagno di foresta
Ma forse la principale di tutte le cause dei benefici di camminare nelle foreste è la biofilia. Termine coniato negli anni ’60 dallo psicologo Erich Fromm che indica quell’attrazione, quel bisogno profondo di ogni essere vivente nei confronti della natura, di altri esseri. Anche noi, dopo tutto, siamo natura, nonostante ci riteniamo spesso qualcosa di estraneo. E a contatto col mondo naturale abbiamo vissuto e ci siamo evoluti per milioni di anni.
Questo fa sì che fra noi e il mondo esista un legame ancestrale, innato, inconscio, trasmesso fra le generazioni. Un legame tanto potente che, studi alla mano, ha effetti positivi anche soltanto osservando fotografie o ascoltando registrazioni di ambienti naturali, o addirittura semplicemente immaginandoli.
Gli ultimi due secoli di urbanizzazione possono fare ben poco contro un bisogno inveterato, antico di milioni di anni. A parte causare la “sindrome da deficit di natura”, il nome scientifico con cui vengono chiamati gli effetti di una mancanza prolungata di contatto con elementi naturali. Se in un ambiente come quello della foresta otteniamo tutti questi benefici, quindi, il motivo è molto semplice: è perché nel bosco, nella foresta ci sentiamo a casa.
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