In primavera ed estate non è raro imbattersi in uccellini in difficoltà. Si tratta in genere di piccoli che hanno appena lasciato il nido e non sono ancora tanto esperti nelle operazioni di volo. Nella maggior parte dei casi è corretto non intervenire, i genitori sono ancora nei paraggi e lo “scampolotto” imparerà presto a cavarsela. Può accadere che il giovane aviatore si faccia male, in questo caso si può intervenire perché per un uccellino ferito il destino è quasi sempre segnato. Oggi mio zio ha trovato a terra un balestruccio, un uccello migratore della famiglia delle rondini, con un ala ferita e lo ha prelevato nel tentativo di salargli la vita. Io gli ho dato una mano a trovare soccorso. Non sappiamo ancora come andrà a finire per il giovane volatile. Sarebbe bello se in autunno potesse tornare in Africa per svernare con i suoi simili. Intanto lo abbiamo affidato ad un veterinario contattato attraverso la Lipu. È stato subito disponibile a prendersene carico, è bastata una telefonata e venti minuti dopo gli consegnavo il balestruccio, anche se oggi è una afosa domenica di Luglio. Mi viene da pensare che ci sia ancora speranza, per gli uomini.

Norme di primo soccorso per uccellini

Balestruccio dentro la scatola

Balestruccio dentro la scatola. Ha un’ala ferita

Raccogliere subito rondini, rondoni e balestrucci trovati per terra, di sicuro hanno un problema perché non rimangono mai fermi a terra. Subito dopo bisogna trovare un ricovero dove l’animale possa stare tranquillo, non farsi male e non spaventarsi troppo. Una scatola con dei buchi (la classica scatola di scarpe) può risolvere il problema in molti casi. Completare il ricovero con della carta da cucina sul fondo. Il secondo passo è cercare un esperto a cui consegnarlo. Anche se l’istinto di prendersi cura di un esserino indifeso ci fa venire voglia di occuparci di lui, solo un vero esperto può farlo. Trattandosi di animali selvatico l’allevamento e la detenzione sono vietati dalla legge. Io ho pensato subito di contattare la LIPU,  che si presenta nel suo sito come l’associazione per la conservazione della natura, la tutela della biodiversità, la promozione della cultura ecologica in Italia. Temendo che avrei fatto fatica ad avere una risposta di domenica ho cercato ogni canale possibile per avere informazioni rapide sul da farsi. Mi hanno risposto rapidamente e ovunque e offerto la soluzione in pochissimo tempo.

Se non è possibile consegnare entro poche ore l’animale alle giuste cure può essere necessario somministrargli qualcosa da mangiare e da bere e su questo non si può improvvisare. L’alimento sbagliato gli può costare la vita. Ma se non è indispensabile meglio evitare qualsiasi tentativo di alimentazione. Ecco le direttive da seguire che ho trovato sul sito della LIPU.

Un pulcino ha bisogno di mangiare e bere solo durante il giorno, ad intervalli regolari e diversi a seconda dello stadio di sviluppo: circa ogni mezz’ora per i nidiacei implumi e ogni 2-3 ore per i nidiacei impiumati. Come alimento universale di emergenza, è possibile somministrare: pezzettini di carne cruda o camole (larve della farina o del miele) e acqua con un contagocce o siringa senza ago. Attenzione: non somministrare mai e in alcun caso (sia per uccelli giovani che adulti) pezzetti o molliche di pane, latte o derivati del latte.

Nel sito della LIPU si trovano altre informazioni preziose e i numeri e gli indirizzi per contattare i centri più vicini. Sull’alimentazione ho trovato indicazioni più severe nel sito di APUS, associazione attiva nella Svizzera italiana, che ha come missione contribuire alla protezione dell’avifauna.

Non alimentarli in nessun caso! Mai dare da mangiare o da bere ad un uccello! L’alimentazione sbagliata porta a conseguenze disastrose e danni irreparabili. Inoltre gli uccelli molto denutriti e indeboliti rischiano di morire se alimentati! Dare liquidi in modo incorretto può invece provocare il soffocamento. Anche la carne trita, il mangime per cani e gatti, le larve della mosca o i cibi per uccelli trovati in commercio non sono adatti!

Balestruccio, un utilissimo sterminatore di insetti

Balestruccio

Abbiamo offerto una mosca al balestruccio. Un’operazione pericolosa per non esperti. Maglio evitare ogni forma di alimentazione

Il balestruccio (Delichon urbicum) è un uccello insettivoro che si nutre di piccoli insetti che cattura in volo. Contribuisce a regolare le popolazioni d’insetti (soprattutto zanzare, mosche e moscerini), compiendo così un’importante funzione nell’ecosistema. Un Balestruccio mangia circa 170 g di insetti al giorno, fino a 8 volte il suo peso. Per allevare una covata sono quindi necessarie 150.000 mosche e zanzare, vale a dire circa 1 kg di insetti. A mettere a rischio la sopravvivenza di questa dolcissima specie annunciatrice della primavera è l’utilizzo massiccio di insetticidi, che riduce le sue possibilità di procurarsi cibo sufficiente. A minacciarla anche la progressiva distruzione degli habitat naturali e la sempre maggiore difficoltà a trovare un luogo adatto per fare il nido. Il Balestruccio nidifica generalmente sotto gli spioventi dei tetti e cornicioni delle nostre case, ma per ragioni estetiche e di pulizia i nidi vengono ancora distrutti dal’uomo, nonostante che sia vietatissimo. Inoltre facciate moderne troppo lisce e levigate offrono pochi appigli per la loro costruzione. I nidi, concavi con una piccola apertura sulla parte superiore, sono facili da individuare, anche perché questi uccellini non temono la vicinanza dell’uomo.

E’ una specie molto socievole e gregaria e gli esemplari tendono a vivere sempre in gruppo, anche nel periodo della riproduzione, e a spostarsi in grossi stormi. Si tratta di una specie a rischio estinzione in molti Stati e per questo è severamente vietata l’uccisione e il prelievo in natura. E’ vietato anche distruggere i nidi anche se sono stati costruiti nelle grondaie, nei sottotetti o all’interno di balconi. In molte regioni italiane sono state emanate dello ordinanze per vietare la distruzione dei nidi di questi volatili. L’incomodo degli escrementi può essere evitato collocando sotto i nidi mensole in legno rimovibili che si possono pulire in inverno (30 cm di larghezza per almeno 30 cm di lunghezza), a 40 cm dal nido.

Per favorire la loro presenza si devono conservare i luoghi di nidificazione esistenti. Tutti i nidi dell’anno precedente devono rimanere accessibili agli uccelli per la prossima stagione riproduttiva, gli adulti ritornano in primavera al loro luogo di riproduzione famigliare. Si possono anche posare dei nidi artificiali. Se nelle vicinanze non è disponibile il materiale per la costruzione del nido, si può mettere loro a disposizione una miscela di materiali in un luogo protetto dai gatti, fra i mesi di aprile e settembre. Una buona composizione per le loro perfette opere in muratura è composta da marna (60%), calcare (10%), terra argillosa (20%) e fibre vegetali come pezzi di fieno (10%). Si mescola tutto con acqua per formare una fanghiglia che va mantenuta sempre umida.

Francesca Della Giovampaola

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