L’adagio che dice “l’orto vuole l’uomo morto” non ci deve più spaventare. Produrre il proprio cibo richiede lavoro, una certa costanza, ma con la giusta organizzazione l’impresa è alla portata di tutti e i principi di progettazione della permacultura offrono le chiavi per organizzare il nostro micro insediamento produttivo senza “spezzarci la schiena”. Ecco dodici consigli per coltivare l’orto senza fatica.

un bancale di fragole

un bancale di fragole

1) Lavora per e non contro la natura

Raccolto di erbe spontanee

Raccolto di erbe spontanee

La natura non è una nemica da combattere, anzi è la nostra migliore compagna. Non le facciamo la guerra, ma assecondiamola così che possa svolgere lei il grosso del lavoro al nostro posto. Erbe spontanee, animali terricoli, scarti organici per esempio sono risorse e non problemi da affrontare con il coltello tra i denti. Le erbe e gli organismi viventi che abitano il suolo sono i nostri aratri, è grazie a loro che la terra si mantiene soffice, fertile e permeabile. L’aria e l’acqua riescono a entrare e a favorire la crescita delle piante meglio quando la terra è abitata. Evitiamo quindi gli interventi drastici, come la vangatura, l’operazione più faticosa da fare nell’orto. E non diserbiamo tutto per poi ammirare una distesa uniforme e marrone di terra destinata a far crescere poche file ordinate di ortaggi, ma limitiamoci a favorire quanto basta le nostre piantine coltivate nella competizione con le vigorose spontanee. Risparmieremo lavoro e ci troveremo un surplus di erbe buone anche da portare a tavola.

2) Rieduca il senso del bello

La bellezza della biodiversità

La bellezza della biodiversità

Chi l’ha detto che solo il prato all’inglese, le siepi squadrate e le piante coltivate siano belle da vedere in giardino? Le fioriture spontanee, i prati misti, i cespugli diseguali possono essere una gioia per gli occhi e, soprattutto, richiedono meno lavoro e meno manutenzione. Imparare a godere della bellezza più selvaggia della natura, toglie un bel po’ di fatica dalla nostre spalle. Per esempio le foglie che cadono in autunno a contatto con il suolo contribuiscono a creare humus, perché dunque sprecare tempo e forza fisica per rimuoverle? In breve tempo si decomporranno e lasceranno presto il posto a nuove erbe e fiori.

3) Coltiva vicino a te

Le colture di cui dobbiamo prenderci cura devono essere facili da raggiungere o trovarsi in luoghi in cui siamo abituati a transitare spesso. L’orto smetterà presto di essere un piacere se ogni volta che dobbiamo andare a visitarlo ci è richiesta una sfacchinata. Quindi prima di scegliere dove coltivare, osserva i tuoi percorsi quotidiani. Più le piantine da crescere si troveranno lungo la tua strada, più bello sarà prendertene cura. Se hai un giardino grande ti sconsiglio di collocare l’orto nell’angolo più lontano e nascosto, ma fieramente scegli una posizione vicina al tuo portone o alla strada di casa. Anche i tuoi ospiti apprezzeranno.

4) Usa gli attrezzi giusti

Valuta bene prima di acquistare gli attrezzi che dovrai usare. Orma le innovazioni si susseguono e anche gli utensili per i lavori manuali possono essere utilizzati da tutti, anche da chi non ha muscoli potenti. Anzi, alcune lavorazioni, possono essere considerate un allenamento fisico equilibrato e più efficace di una seduta in palestra. Gli attrezzi devono adattarsi alle caratteristiche del terreno, alla sua composizione (i terreni argillosi sono più faticosi!), alla pendenza, ma soprattutto al tuo fisico. Non esiste una soluzione migliore in assoluto, scegli in base alle tue capacità e al lavoro che dovrai compiere. Se usi macchine agricole, poi, tieni presente anche la manutenzione di cui necessitano. Sarebbe molto noioso dover dedicare più tempo a questa che al lavoro che ti interessa.

5) Usa la forza di gravità

In salita si fa più fatica. Molto meglio la discesa, come l’acqua ci insegna. Conviene accumulare le risorse in alto, per poi distribuirle verso quote inferiori. In alcuni casi le operazioni di campagna si possono compiere senza il nostro intervento e senza l’utilizzo di nessuna energia. L’irrigazione per esempio, può avvenire per caduta, perciò quando progetti i tuoi depositi d’acqua, fai in modo che si trovino in alto. Il movimento dell’acqua discendente trasporta anche altre risorse, come la materia organica fertilizzante, che può essere portata a valle direttamente dall’acqua senza muovere un dito. Ricorda: l’acqua è la migliore trasportatrice.

6) Fatti aiutare dagli animali

Anatroccoli

Anatroccoli

Sia gli animali domestici che quelli selvatici possono svolgere un sacco di lavoro al posto nostro. Le galline concimano, lavorano la terra e eliminano gli insetti. I maiali ci liberano dai rovi e scavano buche. Le pecore tosano l’erba e fertilizzano. Certi uccellini mangiano insetti dannosi e lasciano in dono i loro piccoli escrementi ricchi di microelementi.  Le talpe arieggiano il terreno e mangiano larve che si nutrono di radici. Le rane eliminano le zanzare. Per non parlare dell’enorme contributo che danno i lombrichi, veri aratri naturali specializzati anche nella produzione del miglior concime che esista, l’humus di lombrico.

6) Fatti aiutare dagli amici

lavoro nell'orto

lavoro nell’orto con amici

Tenere un orto, un giardino o un terrazzo coltivati non significa rinunciare alle ferie o sentirsi vincolati per sempre ad un luogo. La gestione di un angolo di natura dovrebbe essere sempre condivisa, per spartirsi gli impegni, ma anche per svolgere i lavori in compagnia. Le ch

iacchiere sull’orto sono molto rilassanti e fanno dimenticare la fatica. Inoltre per certe fasi di vita dell’orto il lavoro di gruppo è determinante, per interventi efficaci. Con gli amici il lavoro non po’ più essere considerato tale. E lasciando ad un amico l’incarico di annaffiare le tue piante ti sentirai più sicuro durante le vacanze, sapendo che qualcuno tiene d’occhio la tua casa.

7) Prendi il tempo che serve

Non fare tutto e subito. Prima impara a conoscere lo spazio che vuoi coltivare. Conta le ore in cui il sole è disponibile, controlla le temperature in varie stagioni e le direzioni dei venti.  Prenditi almeno un anno per completare il progetto dei tuo orto, intanto assicurati un raccolto con esperimenti in piccola scala che ti consentano di capire quali piante sono più adatte al clima e al terreno che hai a disposizione. Evita opere costose prima di avere chiaro cosa vuoi o puoi fare.

8) Gestisci solo lo spazio necessario

Calcola il tempo che puoi dedicare alle coltivazioni e non darti obiettivi più grandi delle tue forze. Tempo, amici collaborativi, consapevolezza delle tue forze ti permetteranno di calcolare la superficie che puoi gestire. Se non riesci a controllare tutto lascia una parte selvatica, ti garantirà la presenza di biodiversità che renderà più  resiliente il tuo personale ecosistema.

9) Crea biodiversità

fragole e tagete

fragole e tagete

La biodiversità vegetale e animale è molto importante per tenere a bada i patogeni. Più saranno varie le tue coltivazioni e il tuo ambiente, meno avrai bisogno di intervenire con trattamenti impegnativi e forse costosi. La biodiversità è garanzia di resilienza in caso di eventi avversi, sempre più frequenti per via dell’instabilità climatica in corso. Anche gli organismi che si nutrono di vegetali saranno meno dannosi se avranno di fronte un ambiente vario e piante sacrificali su cui sfogarsi senza accanirsi con i tuoi ortaggi e frutti. Inoltre ricorda che la biodiversità lavora al posto tuo.

10) Coltiva le piante adatte

Non pretendere di coltivare frutta tropicale nelle zone temperate o in pianura piante adatte alla montagna. Se lo farai considera che chiederanno più cure e lavoro. Se hai piante che hanno bisogno di riparo invernale dovrai considerare la fatica che richiederà spostarle. Se hai piante fragili devi sapere che avranno bisogno di maggiori trattamenti. Se non vuoi stancarti troppo ti consiglio varietà antiche più resistenti, poco o per niente bisognose di cure, tipiche del tuo territorio.

11) Compi solo azioni che abbiano più funzioni

Prima di compiere un intervento, di inserire nuove piante, strutture e qualsiasi altra cosa nel tuo spazio coltivato pensa a tutte le funzioni che la novità potrà svolgere. Se non riesci ad individuarne almeno tre rinuncia all’impegno, probabilmente lo sforzo non varrà i benefici che ti darà. Oppure progetta in modo da far svolgere all’elemento tante funzioni, mettendolo in relazione con gli altri già presenti o in arrivo. Se decidi di costruire una pergola, ad esempio, valuta tutte le ragioni per cui potrà esserti utile: ombra, sostegno per rampicanti, posatoio per uccelli, zona per il relax, riparo dalla pioggia. Fai in modo che ogni fatica venga ben ripagata.

12) Divertiti mentre coltivi

“Se non ci si diverte non è permacultura”. Durante i lavori nell’orto è fondamentale star bene, godersi il tempo che trascorriamo a contatto con la natura e divertirsi, che sia da soli o insieme ad altre persone. Se si sorride mentre si coltiva i lavori saranno molto più facili e leggeri. Anche le piante ringrazieranno!

Francesca Della Giovampaola

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