Una decade di Decrescita Felice. Il movimento fondato dal saggista Maurizio Pallante, quest’anno ha festeggiato i dieci anni di attività in Italia. Era il 15 gennaio 2007 quando il Movimento, ispirato alle teorie di Serge Latouche, nasceva anche nel nostro Paese e gradualmente iniziava a raccogliere consensi. Spente le prime dieci candeline, per il Movimento, è anche tempo di tirare le somme: il bilancio è sicuramente positivo con una seguito in costante aumento. Oggi, solo a Roma, sono oltre quattromila le persone coinvolte, molti condividono gli stessi valori con la prospettiva di una nuova economia. In tutta Italia sono stati aperti trentuno circoli e undici gruppi territoriali. Il Movimento, molto attivo anche sui social, diffonde i princìpi della decrescita prospettando un’altra civiltà in cui “si producono beni e non merci, dove si rispetta l’ambiente e si consuma il necessario”.

Intervista del Bosco di Ogigia a Maurizio Pallante

Maurizio Pallante – Romano, classe 1947, Maurizio Pallante è oggi presidente emerito del Movimento per la Decrescita Felice di cui è stato fondatore. Laureato in lettere, appassionato di letteratura, è molto attivo anche come saggista. Da anni si occupa di politiche energetiche e tecnologie ambientali. Ha partecipato alla costituzione dei Verdi e nel 1999 ha deciso di cambiare vita: si è trasferito in una cascina tra i boschi delle colline del Monferrato astigiano, dove ha recuperato le capacità manuali e ha iniziato a coltivare ortaggi per autoconsumo. Tra le sue pubblicazioni ci sono “Ricchezza ecologica” del 2003, scritto per la casa editrice Manifestolibri, e “Un futuro senza luce?”, del 2004, edito da Editori Riuniti. Nel 2005 ho pubblicato con gli Editori Riuniti il libro “La decrescita felice”. Ultimo in ordine di tempo il volume “Solo una decrescita felice (selettiva e governata) può salvarci”, della casa editrice Lindauuscito lo scorso gennaio e scritto insieme ad Alessandro Pertrosa.

Riscoprire autoproduzione e rapporti basati sul dono

“Da queste ricerche -spiega Pallante dalle pagine del suo sito- ho ricavato la convinzione che per contrastare l’aggravamento progressivo della crisi ecologica e impedirne un esito disastroso occorresse capovolgere il dogma della crescita su cui si fondano le economie delle società industriali e avviare un’economia della decrescita agendo su due leve: un progresso tecnologico finalizzato ad accrescere l’efficienza nell’uso delle risorse, in particolare quelle energetiche, al fine di ridurne il consumo a parità di servizi. Un mutamento degli stili di vita al fine di liberarsi dai comportamenti indotti dal consumismo, dalla dipendenza assoluta dal mercato recuperando le capacità di autoproduzione, dalla chiusura individualistica recuperando i vantaggi di rapporti fondati sul dono e la reciprocità”.

Movimento per la decrescita felice

Movimento per la decrescita felice

La nascita del Movimento per la Decrescita Felice

Nel 2007 Pallante decide di riunire nell’Abbazia di Maguzzano, in provincia di Brescia, un gruppo di esperti nei campi dell’ecologia e dell’ambiente. Personalità che Pallante ha conosciuto nell’arco della sua carriera e durante gli incontri per presentare il suo saggio “La decrescita felice”. Proprio a Maguzzano decide di fondare un movimento apartitico “che possa esercitare una pressione pubblica per il benessere della cittadinanza”, con lo sviluppo di pratiche a “basso consumo, che non sfruttino gli esseri viventi e a basso impatto ambientale”. Il Movimento per la Decrescita Felice coinvolge ogni anno migliaia di persone con manifestazioni, incontri di discussione e pubblicazioni editoriali. Tra gli attivisti ci sono professionisti, insegnanti, agricoltori biologici e piccoli imprenditori interessati al settore delle fonti rinnovabili e del riciclo, ma anche tanti cittadini stanchi di una cultura basata sulle merci e sul consumo.

La prima festa Nazionale del Movimento per la Decrescita Felice

Ogni anno il Circolo di Roma del Movimento organizza una festa a Roma, alla Città dell’Altra Economia a Testaccio. Quest’anno la Festa è stata nazionale e ha coinvolto i circoli di tutta Italia. Il programma prevedeva laboratori dedicati all’autoproduzione, stand informativi di varie realtà che portano avanti idee e progetti affini alla Decrescita Felice e spettacoli. E ancora incontri e dibattiti con autori e registi come il romano Thomas Torelli, che ha realizzato il documentario “Food ReLOVution, tutto ciò che mangi ha una conseguenza”.
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Solo una decrescita felice (selettiva e governativa) può salvarci

Sito Movimento per la Decrescita Felice

Pagina Fb Movimento per la Decrescita Felice – Pagina Fb MdF Roma

Il sito di Maurizio Pallante

Serge Latouche

Foto gallery Festa per la Decrescita Felice