Scorcio del Bosco di Ogigia

Scorcio del Bosco di Ogigia

Nella progettazione di un ecosistema in permacultura si seguono dodici principi che offrono una linea di condotta e ci ricordano cosa fare. Li ha scritti David Holmgren, che per spiegarli meglio ha scelto altrettanti proverbi che aiutano a memorizzarli meglio. Il primo principio dice “osserva e interagisci” ed è accompagnato dal proverbio “la bellezza è negli occhi di chi guarda“. Il bello dei dodici principi, tutti molto pratici, è che possono essere applicati in ogni ambito della vita.

Indicano una linea di condotta utile per tutte le azioni e le scelte che dobbiamo fare. Sono formulati in maniera essenziale, ma su ciascuno si potrebbe disquisire per ore vista la loro adattabilità a infiniti contesti. Osserva e interagisci dunque. Un principio che ne contiene due, perché ci dice di osservare bene prima di agire e poi ci invita a interagire. A ogni azione, va ricordato sempre, segue un reazione che va a sua volta osservata e capita prima di proseguire con una nuova azione.

Le osservazioni nel Bosco di Ogigia – La mia progettazione è partita quando ho avuto a disposizione un terreno su cui impiantare la food forest, ma la progettazione potrebbe partire ancora prima, scegliendo il terreno in base all’utilizzo che se ne vuole fare. La mia esigenza di partenza era trovare un campo vicino a casa dei miei genitori, per facilitare gli spostamenti e il lavoro di tutti. Soddisfatta questa condizione è iniziata l’esplorazione delle sue caratteristiche. Non si può iniziare a progettare un ecosistema senza almeno dodici mesi di osservazione. Un luogo va analizzato in tutte le stagioni. Il mio appezzamento è piccolo e pianeggiante eppure si possono notare molte differenze tra i vari settori, non riesco ad immaginare quante variabili si debbano considerare per progettare una vera azienda agricola! Da che parte sorge il sole, da dove spirano i venti principali, quali sono le zone più umide, quali le più riparate, che tipo di suolo è presente, come varia da una zona all’altra, ho acqua per l’irrigazione, quali animali selvatici frequentano la zona? Le domande a cui dare una risposta sono infinite e le risposte non sono facili da trovare senza una lunga, attenta e consapevole osservazione.

Per progettare in permacultura servono tante informazioni

Per progettare servono tante informazioni e ancora più conoscenze per interpretarle e un ulteriore ingrediente, il buon senso. Quando ci relazioniamo con la materia vivente, non esistono formule matematiche capaci di elaborare tutte le informazioni per darci una sola risposta giusta. Le variabili e le relazioni tra di loro sono troppe e complesse per riuscire a valutarle tutte, ma una buona connessione con la natura è ciò che serve all’uomo per ritrovare la naturale capacità di progettare il suo ambiente per renderlo più accogliente. “Una buona progettazione – scrive David Holmgren – dipende da una libera e armoniosa relazione con la natura e con le persone, in cui l’attenta osservazione e una meditata interazione forniscono al progetto ispirazione, repertorio e modelli”. Le persone che cita Holmgren sono tutti coloro che in qualche modo verranno in relazione con noi e con il nostro progetto, dagli amici che ci aiuteranno a realizzarlo al tecnico comunale al quale potremmo dover chiedere una autorizzazione. Ciascuno di loro apporta energia al nostro sistema e la permacultura insegna a non escludere nessuno e a lavorare sempre insieme e mai contro. Ecco, mi pare che questo sia un buon consiglio da tenere presente anche lontano dai campi di fronte a difficoltà, scelte e cambiamenti.