La piantagione del tabacco avveniva ad aprile-maggio. Le piantine ormai molto cresciute, avevano sempre il loro colore verde scuro e le foglie, grasse, erano ricoperte da una certa peluria. Mio padre cominciava ad estirparle scegliendo le più grandi e facendo attenzione a non togliere loro il pane (la terra intorno alle radici). Riempiva con queste due o tre panieri, quindi, quasi tutta la famiglia, armata di zappe ed innaffiatoi, partiva per il campo.

Pianta di Tabacco (fonte Flickr)

Pianta di Tabacco (fonte Flickr)

La piantagione era un lavoro abbastanza complicato. Ancora oggi mi meraviglio dell’abilità che aveva mio padre nel segnare il campo in modo che le piantine messe a dimora formassero file perfettamente diritte sia in orizzontale che in verticale. Naturalmente anche gli altri contadini avevano la stessa abilità, l’allineamento era importante perché le piante dovevano essere esattamente contate.

Il terreno, prima della piantagione, veniva accuratamente preparato. Dovevano essere fatte delle buche, una per ogni piantina. La distanza tra l’una e l’altra credo fosse di 80-100 cm. Le buche venivano ricoperte con la terra e si creavano dei monticelli, i pani. Sopra questi pani, dopo averci fatto un buco con il piolo, si mettevano le piantine che dovevano subito essere innaffiate per far accostare la terra alle radici. Questo lavoro doveva essere fatto in poco tempo per sfruttare il periodo più propizio alla piantagione.

L’appezzamento di terreno destinato ogni anno alla coltura del tabacco credo misurasse tra i 6.000 gli 8.000 mq. Alla fine della piantagione l’ortino risultava svuotato, vi restavano solo le piantine più piccole, che non venivano abbandonate. Anzi, dovevano essere ben curate, perché sarebbero servite a sostituire quelle che non avevano attecchito. Più avanti, quando nel campo tutte le piante di tabacco mostravano di crescere bene con l’aiuto del sale (non era naturalmente sale da cucina, credo si trattasse di cloruro di calcio) che veniva posto un pizzico accanto ad ognuna di loro, le pochissime piante rimaste nell’ortino, ormai anche loro molto cresciute, venivano distrutte perché altrimenti si rischiava una multa. Come vedremo più avanti in quegli anni esistevano regole molto severe per la coltivazione del tabacco.

Intanto il tabacco continuava a crescere ed aveva bisogno di assistenza. In particolare, dopo ogni pioggia intensa, quando il terreno tornava asciutto, era necessario procedere ad una zappatura per allentargli la terra intorno e per ripulirlo dalle erbacce. Cosi andando avanti si arrivava al periodo della sbranciolatura (o sbranciatura).

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SBRANCIATURA E SCACCHIATURA

LA RACCOLTA

L’ESSICCAZIONE

LA SCELTA

STROCCHI E ORECCHIOLI

I TORCHI

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