Per imparare cosa è e come si fa una food forest ho fatto un corso. Il mio insegnante è stato Stefano Soldati uno dei primi quattro italiani diplomati in Permacultura in Italia. Dal suo sito La boa estraggo la definizione di Food Forest: “Un sistema agricolo composto da alberi, arbusti, cespugli, rampicanti, piante erbacee perenni da foglia e da radice, che producano frutti, foglie, fiori, radici, legna utilizzabili in cucina, in erboristeria o come alimento per i nostri animali. Riproducendo quanto fa la Natura, realizziamo boschi (o giardini) che diventeranno al più presto autosufficienti, assai produttivi ed estremamente belli”.

 

Strani incontri nel Bosco di Ogigia

Strani incontri nel Bosco di Ogigia

Prima di lavorare sul progetto è importante porsi una domanda: perché realizzare una food forest? Durante il corso tra gli studenti parte la gara a chi trova più funzioni. Sono tantissime, quasi infinite, perché un ecosistema crea infinite possibilità e connessioni. È vita, perciò il totale vale molto di più della somma delle parti.

Zucca

Zucca

Da una food forest si ricavano, innanzi tutto, cibo per noi e per gli animali, poi legna da ardere e da opera, piante officinali, piante tintoree, materiali per cesteria, fibre. Ma questo è solo l’inizio. Che ne pensate della bellezza come risultato collaterale? Con un progetto del genere offriamo al pianeta un’isola di biodiversità, creiamo un microclima, produciamo ossigeno, fermiamo l’erosione e intrappoliamo sostanza organica, combattiamo la desertificazione, recuperiamo aree degradate e diamo spazio agli animali selvatici e domestici. Otteniamo, poi, un luogo per meditare, giocare, apprendere, imparare ad aspettare, lavorare con le mani, ascoltare i suoni della natura e migliorare la salute. Possiamo ricavare un reddito e diventare più resilienti di fronte alle difficoltà. Ci guadagniamo in socialità, conquistiamo uno spazio ricreativo da condividere, abbiamo qualcosa di speciale da offrire agli amici e un’occasione per imparare ad accogliere l’aiuto degli altri. Mi suggerite altre buone ragioni da aggiungere?

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