Ripartiamo proprio da loro, le piante grasse. Sono particolarmente affezionata a questa collinetta triangolare che ho creato utilizzando la terra accumulata scavando la buca per realizzare il futuro stagno. Le succulente non sono certo le piante più importanti in questo progetto di bosco alimentare, visto che non sto lavorando su una zona poco piovosa, ma su un territorio abbastanza umido e dagli inverni moderatamente freddi, ma sono belle, danno grandi soddisfazioni crescendo rapide e si prestano a vari utilizzi. Ma il gelo è molto pericoloso per loro. Per fortuna quest’anno, grazie alla serra improvvisata costruita con materiali riciclati, hanno superato senza danni gravi i mesi più freddi ed ecco come si presentano all’arrivo della primavera.

Anche le erbe spontanee hanno approfittato del calduccio per crescere rigogliose, rispondendo al naturale istinto di occupare il terreno che mi ostino a lasciare nudo per far risaltare meglio le piante grasse che ho artificialmente inserito in questo contesto. Dopo averle spietatamente strappate ho aggiunto qualche nuova amica nel giardino delle succulente, speriamo reagiscano bene al trapianto. La bella che vedete in primo piano è stata poco più che appoggiata sul terreno, mi sono soltanto preoccupata di coprire con la terra le sue poche radici. Conto sull’intraprendenza di queste piante abituate a cavarsela negli ambienti più ostili.

Intanto sono partite le fioriture degli alberi. Le prime essenze che hanno fatto sbocciare le loro gemme sono state il mirabolano e il pesco. Quest’ultimo negli anni scorsi ha sofferto molto, stentando a sopravvivere. In inverno l’ho curato con qualche spruzzata di olio di neem, speriamo sia stata d’aiuto. Il mirabolano (Prunus cerasifera) invece è un albero forte, venuto su spontaneamente, che non teme le nebbie autunnali. Produce frutti piccoli, che restano sull’albero a lungo, permettendomi di gustarli appena colti per un lungo periodo. E’ chiamato anche ciliegio-susino perché le sue drupe sono piccole come ciliege e hanno il sapore delle susine.