Per tagliare l’erba uso soprattutto la falce a mano, ma devo ammettere che tenere testa in questo modo ad un prato che cresce, in certe stagioni è proprio impossibile. In realtà lascerei volentieri l’erba crescere spontaneamente per godermi la bellezza di un prato misto e pieno di vita e nel mio campo ci sono aree dove, in effetti, cresce quasi indisturbata. Un prato completamente spontaneo fuori dalla porta di casa creerebbe parecchi problemi, ma la necessità di controllo sulla natura ha portato tanti a concepire lo spazio “verde” intorno a casa funzionale solo se ricoperto da un pavimento. Questa abitudine porta diversi problemi dei quali è bene essere consapevoli.

La trappola dei giardini pavimentati

Casetta dei sogni con giardino verde, pieno di fiori e ortaggi

Casetta dei sogni con giardino verde, pieno di fiori e ortaggi

Le pavimentazioni esterne riguardano sia i giardini privati che gli spazi pubblici e sono sempre più frequenti perché molte persone sentono il bisogno di tenere distante la natura, per varie ragioni. La prima che mi viene in mente è i timore di insudiciarsi: infangarsi le scarpe quando piove o portare in casa polvere e residui vari sotto le suole. Poi c’è il problema del tempo e delle risorse che mancano per la gestione di qualcosa di vivo e mutevole come un prato. Non da meno l’influenza del senso dell’ordine che fa parte della nostra cultura e che non ci fa vedere armonia in qualcosa che non sia perfettamente geometrico, omogeneo e gestibile. La fobia degli insetti e di altri animaletti che potrebbero nascondersi tra la vegetazione fa il resto. Ma pavimentare la terra ha molte controindicazioni che andrebbero valutate prima di decidere di spendere soldi per creare l’ennesima isola di cemento. Ecco un breve elenco:

1) Un terreno fertile coperto dal cemento è un terreno perduto per sempre alla produzione di cibo e di biodiversità, è un vero spreco nell’epoca delle desertificazioni e dell’esplosione demografica.

2) Un pavimento non assorbe acqua e la pioggia che vi batte va a ingrossare i torrenti urbani che si creano ad ogni acquazzone, invece di raggiungere lentamente le falde acquifere sottostanti. Gli allagamenti cittadini sono anche la conseguenza della continua estensione degli spazi impermeabilizzati. Un giardino lastricato richiede la presenza di un adeguato impianto di deflusso delle acque per non rischiare allagamenti. Quando la pioggia è tanta in poco tempo e non viene trattenuta dal terreno, comunque da qualche parte nel bacino idrico si creerà un situazione critica e potenzialmente pericolosa.

3) Senza terra niente più erba, che ha un ruolo importante nel consumo e nello stoccaggio di anidride carbonica. La concentrazione della CO2 è in continua crescita ed è responsabile del riscaldamento globale della superficie terrestre. Ogni vegetale che effettua fotosintesi consuma anidride carbonica e rilascia ossigeno, il gas che ci fa vivere. Quando sottraiamo spazio alla vita vegetale, contribuiamo al declino della vita sulla Terra.

Esempio di pavimento per coprire un piccolo giardino

Esempio di pavimento per coprire un piccolo giardino

4) Il pavimento accumula il calore del sole, creando una zona a microclima più caldo a ridosso di mura che già hanno questa caratteristica. La restituzione del calore accumulato prosegue anche dopo il tramonto togliendo il piacere del refrigerio notturno nei giorni caldi del’anno. La presenta di un prato, invece, contribuirebbe a creare una zona di microclima più fresco. Con un giardino potremmo più facilmente fare a meno di accendere l’aria condizionata.

5) Sulla terra possono crescere alberi grandi e forti, molto utili anch’essi per la mitigazione del calore e lo stoccaggio di CO2. Sul pavimento possiamo al massimo appoggiare dei vasi che conterranno piante bisognose di continue cure per via dell’ambiente angusto in cui crescono.

Accenno soltanto al piacere dei piedi sul prato, alla possibilità di ospitare piccoli animali, alla bellezza delle fioriture e degli insetti che vi volano intorno, alla salvaguardia della biodiversità, all’effetto benefico sull’umore del contatto con uno scampolo di natura, al gusto delle erbe spontanee commestibili raccolte nel prato o ai frutti di un eventuale orto fatto crescere al posto del pavimento.

Meglio tagliare che diserbare

Per tagliare l'erba uso spesso la falce, come facevano i miei nonni

Per tagliare l’erba uso spesso la falce, come facevano i miei nonni

Stabilito che è preferibile preservare ogni scampolo di terra, gli spazi verdi più prossimi ai luoghi di vita dell’uomo hanno bisogno di una gestione. Di certo non è neppure ipotizzabile l’utilizzo, anche in casi estremi, di diserbanti chimici. Oltre a danneggiare l’ambiente sono dannosi par la salute. Alcune ricerche lo hanno dimostrato e una sentenza ha condannato la multinazionale di biotecnologie agrarie Monsanto a risarcire un giardiniere per aver contratto un tumore per l’uso di un erbicida contenete glifosato. Non servono ricerche e sentenze per capire che sostanze chimiche di sintesi capaci di uccidere alcuni organismi viventi hanno conseguenze anche sugli altri e che ingerenze così pesanti sugli equilibri naturali portano a problemi nuovi e sempre più gravi. In attesa che certe sostanze e modalità di gestione del territorio vengano messe al bando e che un po’ di buon senso prevalga, resta il problema della gestione dell’erba in aree frequentate dall’uomo. Lo strumento più economico per il contenimento dell’erba sarebbe l’appetito degli animali erbivori, un sistema che andrebbe sfruttato di più persino in aree urbane. Ne ho scritto in un altro articolo: Pecore tagliaerba, venti buone ragioni per accoglierle in città.

Gli animali sono una opportunità non sempre praticabile e il taglio periodico resta il metodo più utile in tante situazioni. Un attrezzo molto diffuso, utilizzato anche nel mio campo, è il decespugliatore a motore che taglia erbe e arbusti grazie ad un filo di plastica dura che gira a gran velocità. Si tratta di uno strumento piuttosto pesante e non semplicissimo da gestire, per la fatica che impone, il frastuono che produce e le necessità di carburante e motore. Può essere molto utile, ma quando possibile scelgo soluzioni più leggere.

ISCRIVITI AL CANALE YOUTUBE 📺

Taglio perfetto senza motore

Di recente ho sperimentato una tosaerba elicolicale senza motore. Si tratta di una macchina che falcia il prato grazie ad un sistema ad elica che, girando con la spinta dell’uomo, attiva un sistema di taglio. È pensato per i piccoli prati pianeggianti, nel mio caso è utile per la gestione dei percorsi con cui mi muovo lungo il campo. Ha l’enorme vantaggio di non aver bisogno di carburante (perciò non inquina), non c’è un motore da

accendere o una batteria da caricare, è sempre pronto all’uso ogni volta che le erbe spontanee richiedono una regolata. Se funziona per me, che ho diversi metri da gestire, può essere una soluzione ideale per i piccoli giardini. Mi piacciono i metodi semplici da attuare senza troppe difficoltà che permettano di sopravvivere agli scampoli verdi di cui abbiamo sempre più bisogno.

Leggi anche
Consumo di suolo, cosa stiamo perdendo
Pecore tagliaerba, venti buone ragioni per accoglierle in città

Newsletter
Per non perderti articoli e video iscriviti alla newsletter del Bosco di Ogigia