Piegatevi in avanti con il busto, tenendo le gambe divaricate, ma non accucciatevi. Avvicinate gli steli con la falce, stringeteli con la mano libera, piegateli e poi lasciate scivolare dolcemente il filo della falce, dal manico verso la punta, sulla paglia. Il taglio sarà netto, pulito e facile. C’è esperienza,  saggezza, e cultura nei pochi gesti che bisogna imparare per raccogliere il grano a mano. Non ci si improvvisa mietitori, perciò è importante avere maestri che quei gesti li abbiamo appresi direttamente da mietitori esperti, custodi di millenni di esperienze e innovazioni. Nell’azienda agricola Tularù, viene organizzata da qualche anno la Festa della Mietitura in cui gli anziani insegnano ai giovani ad usare la falce e a preparare  i covoni di spighe. Sembra un gioco, visto che la mietitura da molti decenni si fa solo con apposite macchine che in poco tempo svolgono il lavoro di pattuglie di persone senza alcuna fatica, ma dietro alla festa c’è molto di più. Ci sono una occasione di unione per la comunità, un incontro tra più culture grazie ai campi di volontariato internazionale, cura dell’ambiente, conservazione e diffusione di conoscenze.

Ogni volta che ascolto i contadini, non importa in che paese, non importa quale sia la loro religione o il colore della loro pelle o la lingua che parlano, imparo qualcosa. (Salvatore Ceccarelli da Mescolate, contadini mescolate

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L’importanza della biodiversità

La mietitura a mano torna necessaria quando non si coltiva una sola varietà e si recuperano grani antichi che hanno caratteristiche che rendono la loro raccolta a macchina meno efficiente di quella manuale. Le mietitrici sono adatte per raccogliere un grano uniforme, con le spighe di uguale altezza e lo stelo che resta sempre eretto. Il grano coltivato oggi è stato selezionato anche per essere facile da raccogliere, ma tutta questa uniformità non ci fa bene per diverse ragioni.

“Si calcola che vi siano approssimativamente 250.000 specie vegetali ma qualcuno pensa che il numero sia ancora maggiore, di cui circa 50.000 commestibili; in realtà noi ne usiamo solo circa 250, ma appena 15 colture forniscono il 90% delle calorie della nostra dieta, e tre di esse, ossia grano, riso e mais forniscono i 60% delle calorie. In queste tre colture, il miglioramento genetico moderno ha avuto particolare successo, e il processo verso l’uniformità genetica è stato più rapido che in altre. La conseguenza principale è che le nostre fonti di cibo sono più vulnerabili che mai, cioè: la sicurezza alimentare è in pericolo“. (Salvatore Ceccarelli da “Mescolate, contadini mescolate”)

Dettaglio delle spighe

Dettaglio delle spighe

A Tularù ho partecipato alla mietitura di una miscela di Rieti, Verna e Frassineto, varietà di frumento tipiche del centro Italia. Sono grani soggetti all’allettamento, cioè lo stelo può facilmente piegarsi. Mieterli a mano ha permesso di recuperare anche il grano a terra. L’impresa è stata possibile anche grazie ai moderni social network, che hanno richiamato apprendisti mietitori dall’Italia e da altri Paesi tra le colline di Rieti. La stessa miscela di grani antichi è stata seminata da altre cinque aziende del territorio e con questo frumento verranno prodotti pane e pasta localmente. Con una filiera di produzione locale il grano può essere venduto a prezzi molto superiori a quelli stabiliti dalla Borsa Internazionale di Chicago, rendendo conveniente anche una piccola produzione fatta con metodi antichi.

Il bello di mietere il grano

Per noi novelli mietitori non è stato faticoso mietere il grano. Lo abbiamo fatto senza fretta e per un numero limitato di ore. Un tempo non doveva essere tanto facile. Il caldo, lo sforzo, il lavoro continuo mettevano a dura prova le persone. Anche oggi le attività di campagna non sono le più ambite per la fatica a cui sottopongono. Ma il lavoro dovrebbe sempre mettere al primo posto il benessere delle persone (vale anche per le occupazioni d’ufficio!) come si è fatto nella mietitura a Tularù. Regole e consigli per rendere la mietitura una esperienza piacevole:

Indossare il cappello per proteggersi dal sole

Indossare il cappello per proteggersi dal sole

Indossare sempre un bel cappello per proteggersi dal sole è la prima regola quando si affrontano i lavori di campagna. Utilizzare la giusta postura per non affaticare parti del corpo è molto importante e se non siamo già esperti vanno seguiti i consigli degli anziani, se sono stati scelti certi movimenti e posizioni per tanto tempo vuol dire che sono i più efficienti e adatti a non creare traumi. Mai spingersi oltre le proprie energie, ricordandosi di bere e fare pausa quando se ne sente la necessità. Niente è più piacevole di un pasto o di una merenda consumati dopo aver compiuto un lavoro fisico e si digeriscono meglio se consumati in allegria. Dopo i pasti principali concedersi sempre il riposo necessario per la digestione. Mai spingersi oltre la fatica anche per evitare incidenti, che sono più probabili quando si perde lucidità. Nella sua semplicità la mietitura a mano è pericolosa perché prevede l’utilizzo di uno strumento tagliente che non deve essere abbandonato a terra per nessuna ragione. Tradizionalmente si utilizzavano dei pezzi di canna per creare dei ditali di protezione per possibili incontri tra lama e dita. Oggi dei guanti resistenti possono salvarci dalle piccole ferite. Il tempo mietendo passa velocemente e il segreto è la compagnia. Conversazioni e canti addolciscono ogni fatica e oggi che la società non favorisce gli incontri personali abbiamo sempre più bisogno di condivisione. Raccogliere spighe e chiacchierare sono un lusso che possiamo concederci.

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Francesca Della Giovampaola

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Mescolate contadini mescolate di Salvatore Ceccarelli 

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