L’Italia, tra i tanti suoi primati, ha anche quello nel consumo degli insetticidi. In Europa è il Paese che ne utilizza di più e una delle ragioni per le quali vengono sparsi tanti veleni è la lotta alle zanzare. Per uccidere il poco amato insetto che punge si è disposti a distribuire nelle città alte dosi di insetticidi senza precauzioni e senza consapevolezza dei loro effetti complessivi. Questo accade per scarsa conoscenza di alcune informazioni importanti:

  1. Le zanzare possono essere controllate e tenute lontane con metodi che non prevedono lo spargimento di veleni
  2. Gli insetticidi che uccidono le zanzare sono pericolosi per la salute umana e possono provocare gravi problemi
  3. Alla nostre latitudini questi insetti non causano epidemie di malattie infettive
  4. L’avvelenamento delle zanzare porta a scompensi negli ecosistemi che peggiorano il problema di partenza

Zanzara tigre

Esemplare di Aedes albopictus, la zanzara tigre

Se questi dati di fatto fossero chiari e accessibili a tutti, l’utilizzo di pesticidi contro le zanzare e altri insetti verrebbe abbandonato immediatamente. Purtroppo paure irrazionali e interessi economici prevalgono sul buon senso. Basti sapere che alcune delle sostanze di sintesi utilizzate in città non possono essere sparse in campagna nelle vicinanze di case e vie di passaggio. Nelle aree urbane, dove le persone vivono concentrate, invece si accetta con leggerezza che gli stessi veleni arrivino sulla soglia di casa e oltre.

Nel nostro Paese è diffusa la pratica della “lotta alle zanzare” mediante “disinfestazione”. Tale pratica è spesso condotta dalle autorità comunali e/o da privati che offrono tale servizio a enti, condomini o singoli cittadini che ne facciano richiesta, mediante l’irrorazione di sostanza chimiche (adulticide o larvicide) o di prodotti biologici. Da ciò, almeno in larga misura, deriva che nel nostro Paese si consumava alcuni anni addietro tra il 38 ed il 58% per cento del consumo totale di insetticidi chimici in Europa. (Fonte: Isde, medici per l’ambiente)

Delle conseguenze dei trattamenti anti-zanzare ho parlato con Pietro Massimiliano Bianco, ricercatore Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) impegnato nell’analisi delle conseguenze dell’uso di trattamenti anti-zanzare.

Legge anche: I rimedi naturali contro le zanzare

Come combattiamo le zanzare?
“La maggior parte dei comuni si dà da fare con le sostanze chimiche, invece di occuparsi di quello che sarebbe più logico, cioè delle attività di prevenzione. Le zanzare hanno bisogno di habitat precisi: le aree umide. Nelle città la loro infestazione è dovuta a ristagni d’acqua non gestiti, come quelli dei tombini. Invece di agire in prevenzione preferiscono innaffiare tutto con sostanze che sono, per la maggior parte, ampiamente tossiche. I pesticidi utilizzati nelle aree urbane, spesso hanno  forti prescrizioni in quelle agricole. Alcuni possono essere usati solo a una determinata distanza dalle case e non in prossimità delle vie di comunicazione. Ma gli stessi sono regolarmente utilizzate dalle ditte di disinfestazione nelle aree urbane per contrastare le zanzare a altri insetti molesti”.

Quali sono le sostanze più utilizzate?

Fiore di piretro, Tanacetum cinerariifolium

Fiore di piretro, Tanacetum cinerariifolium

“I più comuni sono i piretroidi, delle sostanze di sintesi, che non hanno nulla a che fare con le piretrine, che derivano da una pianta, dal fiore di piretro, usate da millenni per tenere lontane le zanzare. Creati dall’industria chimica, persistono molto di più nell’ambiante e sono molto più potenti. Pensate che alcuni piretroidi sono migliaia di volte più potenti per uccidere le api, rispetto al ddt. Sono veramente dei serial killer della natura, ma presentano rischi anche per gli uomini. Molti di questi piretroidi si bioaccumulano, sono interferenti endocrini tossici per la riproduzione e addirittura tossici per il sistema nervoso. Il fatto che tendano ad accumularsi sui tessuti grassi, tra i quali il cervello, li fa diventare una minaccia per gli organismi in via di sviluppo, come i bambini”.

E funzionano? Ho sentito che quando li spruzziamo per essere efficaci devono colpire l’insetto.
“Il 99% del veleno non colpisce il bersaglio, va nell’aria, si disperde nell’ambiente, soltanto una piccola percentuale colpisce le zanzare, le quali, grazie a questo uso intensivo, stanno diventando resistenti. E questo può rappresentare un rischio per la salute. Nel momento che ci fosse una crisi epidemica seria per la quale servissero interventi drastici, queste sostanze finirebbero per non funzionare, come già accaduto in Africa con l’anofele della malaria che è diventata super-resistente, mentre tutta la biodiversità è stata distrutta.  Ricordiamo che questi prodotti uccidono i predatori delle zanzare e che  l’infestazione di zanzare è un indicatore di degrado ambientale. È chiaro che le acque putride della città non sono adatte a forme di vita quali gli anfibi e i pesci, ma abbiamo rondini, balestrucci, pipistrelli e tanti altri, che a causa di queste sostanze chimiche si sono rarefatti. Non solo avveleniamo gli esseri umani, ma finiamo per sterminare proprio gli organismi che dovrebbero controllarle. Non si impoverisce solo la biodiversità cittadina, perché le acque di scolo delle città, già molto inquinate, distribuiscono ovunque i piretroidi”.

I disinfestatori quando effettuano i loro interventi indossano tute e mascherine, ma dopo l’intervento noi torniamo tranquillamente in giardino.

“Queste sostanze durano ben più di 2 o 3 giorni, anche una settimana o un mese. Dipende da tante variabili come le condizioni del suolo o le sostanze usate per verniciare. I piretroidi sono stati progettati per l’utilizzo in campo agricolo dove devono durare a lungo e essere molto tossici per proteggere le colture dai ditteri”.

Nella legislazione ci sono delle contraddizioni in questa materia.
“Da un parte la legislazione agricola, che ne limita l’utilizzo vicino a strade o case, dall’altra si consente il loro utilizzo sotto casa. A Roma sono i privati a mandare una lettera al Comune per chiedere di disinfestare, il Comune che non ce la fa a controllare tutti di solito dice di sì. In altri comuni sono le Asl, interpellate dalle amministrazioni,  a decidere se fare l’intervento e quali metodi adottare. A Roma sono i privati a decidere quali sostanze usare. Oltre ai piretroidi ci sono l’Etofenprox, piperonil butossido, e molte altre, tutte sostanze pericolose che hanno anche effetto sinergico, con conseguenze ancora più distruttive”.

Penso agli effetti combinati tra più condomini limitrofi che effettuano disinfestazioni.

Incontro pubblico per parlare dell'abuso di insetticidi contro le zanzare

Incontro pubblico per parlare dell’abuso di insetticidi contro le zanzare presso il Centro Italiano di medicina Integrata

“L’Ispra ha dato disponibilità al Comune di Roma per visitare le aree infestate e scoprire l’origine del problema. Le visite andrebbero fatte prima che le zanzare escano, ma non abbiamo avuto risposta. Talvolta anche la buona volontà dei ricercatori si scontra con la politica che cerca la via più facile andando incontro alle richieste delle persone. Solo che le persone non sanno che il rimedio è peggiore delle zanzare. Anche perché a stampa ha fatto campagne terroristiche sulle malattie di origine tropicale. Ma all’origine dell’arrivo di malattie tropicali  ci sono le persone che vanno in vacanza in zone a rischio e in periodi a rischio. Tuttavia queste malattie non hanno mai provocato vere epidemie, perché qui i virus non hanno le condizioni ambientali adatte, vedi per esempio la chikungunya. Anche chi viene colpito non corre pericolo di vita, né la chikungunya, né la dengue hanno finora provocato vittime. Abbiamo calcolato che circa 200.000 persone all’anno, portatrici di virus, transitino dall’aeroporto di Fiumicino e in quella zona le zanzare sono presenti. Le epidemie nella zona di Fiumicino si sarebbe perciò già dovute sviluppare.

Queste infezioni non sono mortali mentre l’accumulo di sostanze tossiche nell’organismo è pericolosissimo per la salute umana. Molte di queste sostanze si accumulano nelle ghiandole umane e  sono interferenti endocrini, perciò possono danneggiare tutti i sistemi metabolici. Soprattutto per le donne incinta, gli organismi giovani e in via di sviluppo, ma anche quelli più anziani rappresentano una minaccia molto maggiore delle zanzare”.

(Francesca Della Giovampaola)

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Per approfondire:
Impatto sugli ecosistemi e sugli esseri viventi delle sostanze sintetiche utilizzati nella profilassi anti-zanzara

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