Che l’ultimo anno sia stato particolarmente asciutto è un fatto evidente a tutti, ma adesso il CNR (il Consiglio Nazionale delle Ricerche) ci ha dato una misura precisa. Il 2017 è stato l’anno più secco dal 1800 a oggi. Solo tornando al 1945 si trova un annata simile, infatti alla fine della seconda guerra mondiale ci furono 9 mesi su 12 pesantemente sotto media. Tornando ai nostri giorni i dati elaborati dal CNR  ci dicono che a partire dal mese di dicembre del 2016 (primo mese dell’anno meteorologico 2017) si sono susseguiti mesi quasi sempre in perdita. Fatta eccezione per gennaio, settembre e novembre, tutti gli altri hanno fatto registrare un segno negativo, quasi sempre con deficit di oltre il 30% e, in ben sei mesi, di oltre il 50% rispetto alla media del periodo di riferimento 1971-2000. Senza dimenticare che il 2017 è stato anche il quarto anno più caldo dal 1800 ad oggi.

Siccità 2017: anche nel Bosco di Ogigia l'assenza di pioggia ha fatto seccare gran parte delle erbe spontanee

Siccità 2017: anche nel Bosco di Ogigia l’assenza di pioggia ha fatto seccare gran parte delle erbe spontanee

La siccità e il caldo, adesso aggravati dai cambiamenti climatici, sono ben noti all’uomo che affronta da sempre in tanti modi la scarsità di questa risorsa vitale. La permacultura, che è nata in un paese arido come l’Australia, da decenni suggerisce metodi per conservare e sfruttare  nel modo migliore possibile l’acqua. Con una progettazione ragionata dei nostri ambienti di vita e di produzione è possibile vivere bene e far prosperare piante e animali anche quando le piogge non sono abbondanti. Dai bacini di raccolta, ai piccoli fossi per trattenere l’umidità, dalla pacciamatura al recupero delle acque domestiche, ecco alcune soluzioni concrete contro al siccità.

Rimedi per l’orto

Partiamo da orti e giardini. Quest’anno per qualcuno è stato difficile anche annaffiare piccoli appezzamenti di terra e persino i vasi sul terrazzo. Eppure ci sono tante cose che si possono fare per conservare freschi e vigorosi i nostri pezzetti di terra anche in assenza di piogge. Due cose è importante ricordare prima di progettare i nostri metodi di irrigazione. La prima è che le piante non hanno bisogno di acqua a secchi che le inondi, ma di umidità. La seconda cosa da sapere è che la materia organica è un’ottima spugna per catturare  e trattenere acqua. Il nostro orto sarà quindi più facile da mantenere umido se avrà un terreno ricco di humus e se intorno ci saranno piante e erbe capaci di catturare l’umidità che in genere si forma la notte e che troviamo la mattina sotto forma di rugiada.

Il posto più economico in cui immagazzinare l’acqua è il suolo

Un'aiuola pacciamata trattiene l'umidità

Un’aiuola pacciamata trattiene l’umidità

In sostanza non abbiamo bisogno di tanta acqua, ma di trattenere nel nostro sistema la poca disponibile. Ecco perché è così importante la pacciamatura, ovvero la copertura vegetale del terreno. La paglia, l’erba e qualsiasi materiale organico che possiamo utilizzare svolgeranno la doppia funzione di trattenete l’acqua e di limitare l’evaporazione di quella che si trova nel suolo. Per la distribuzione dell’acqua alle diverse piante, oltre o in sostituzione di un impianto di irrigazione a goccia, che fa comunque risparmiare, potremo creare dei rotoli di materia organica con ramaglie e sfalci, con i quali creare dei percorsi intorno alle colture. Non solo intrappoleranno l’umidità, ma ci risparmieranno lavoro perché basterà bagnare una parte del “bio-rotolo” per vedere distribuita l’umidità in tutta la sua lunghezza. Inserire degli stagni, anche piccoli, nel nostro terreno apporterà biodiversità, ma anche umidità nelle vicinanze. Per alimentare tutto questo sistema potremo recuperare gran parte dell’acqua che ci serve per uso domestico. In base alle caratteristiche della nostra abitazione potremo attuare strategia molto diverse. Come creare un impianto di fitodepurazione che recuperi le acqua grige, o un punto di raccolta che intercetti e conservi l’acqua piovana o più semplicemente un sistema che almeno ci permetta di non buttare negli scarichi l’acqua utilizzata per lavare frutta e verdura o quella utilizzata per fare la doccia. Questi metodi che sembrano impossibili da applicare nei palazzi di città, potrebbero invece diventare strategie diffuse da organizzare condominio per condominio. Dovremmo fare di necessità virtù.

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L’Italia è un Paese di colline e montagne e quando piove l’acqua scende impetuosa lungo torrenti e fiumi per raggiungere il mare, provocando a volte grossi danni. Le distruzioni e le catastrofi accadono abbastanza di rado, ma dovremmo sapere che ogni pioggia che cade in un territorio non pronto ad accoglierla provoca danni invece che portare sollievo. Da quando non esiste più la manutenzione capillare delle campagne che svolgevano i contadini, abituati a gestire anche le terre più impervie, e i campi si sono fatti più ampi e scoscesi per far transitare meglio i trattori, ad ogni pioggia l’acqua fugge veloce lungo i pendii privi di vegetazione, non penetra nel terreno e si porta via fertilità. Tutto questo potrebbe essere evitato con una diversa progettazione delle nostre campagne con effetti positivi a catena che è difficile anche immaginare.

Tanto più in alto è localizzata la sorgente d’acqua e tanto più forte saranno la pressione e la flessibilità di utilizzo

Schema di una swale

Schema di una swale

La permacultura suggerisce di lavorare la terra inserendo delle swale (fossati poco profondi) scavate seguendo le curve di livello, linee che congiungano tutti i punti alla stessa altezza sul livello del mare. Vengono riempite di materia organica che trattiene l’acqua e le da il tempo di penetrare nel terreno e di essere assorbita dalle piante sistemate lungo il suo tracciato. La permacultura insegna anche a disegnare tracciati in leggera pendenza che consentano all’acqua di distribuirsi sui fianchi delle colline invece di fuggire subito lungo la strada più veloce per il mare. In questo caso si progettano canali di diversione con i quali si potrebbero anche alimentare dei bacini di raccolta dell’acqua utili nei mesi di siccità e capaci di influire anche sul microclima. Gestire l’acqua sfruttando il suo naturale movimento dall’alto verso il basso permette anche di non utilizzare altri tipi di energia, quindi di inquinare meno e di risparmiare risorse.

Scegliamo le piante giuste

Il mais ha bisogno di piogge estive

Il mais ha bisogno di piogge estive

A queste strategie di gestione dell’acqua ne possiamo aggiungere un’altra, altrettanto utile contro la siccità. Coltiviamo piante adatte al nostro clima e resistenti alla siccità. Una strategia fondamentale se il clima proseguirà a cambiare a questa velocità. In Italia si sprecano ancora molte risorse per far crescere le piante sbagliate. Una di queste è il mais, originario dell’america centrale dove le piogge estive sono frequenti. Anche per l’orto dovremmo scegliere le varietà più giuste in base al nostro territorio e favorire il naturale adattamento dei vegetali alle condizioni di crescita, stagione dopo stagione. Tutto questo ci permetterà di affrontare il cambiamento climatico e perché no, per iniziare a invertire la tendenza.

Letture consigliate:

Introduzione alla Permacultura, di Mollison, Slay
Permacultura. Come progettare e realizzare modi di vivere sostenibili e integrati con la natura, di David Holmgren
L’orto-giardino di Gaia, di Toby Hemenway