L’agricoltura naturale produce più cibo, di maggiore qualità e rigenera l’ambiente. Quella industriale inquina, produce meno e peggio e distrugge il suolo. Eppure sono ancora in pochi a sostenere con convinzione che sia necessario cambiare le tecniche agricole e zootecniche che hanno prevalso negli ultimi decenni. Anzi, vista la perdita di fertilità dei suoli, l’agricoltura industriale conquista sempre nuovi territori che sfrutta e poi abbandona. L’agricoltura naturale, a differenza di quella industriale, non usa concimi chimici, diserbanti, insetticidi, antifungini e nessun altro veleno durante il ciclo di produzione degli alimenti. Mette in atto tecniche che permettono al suolo di portare a termine i suoi naturali cicli che ne rigenerano la fertilità. Mantiene una alta biodiversità e alterna zone coltivate ad altre selvatiche. Fa in modo che i mezzi per lavorare la terra non interferiscano troppo con i processi naturali.

Canale maestro della Chiana

Canale maestro della Chiana

Ecco dieci buone ragioni per preferire l’agricoltura naturale e sostituirla a quella industriale:

1 Non inquina l’acqua

Mentre con i concimi chimici si inquinano le riserve di acqua dolce, con tecniche naturali salvaguardiamo falde acquifere, fiumi e laghi. E anche il mare, anche se è salato! Gran parte dell’inquinamento delle nostre risorse idriche è causato dai concimi sparsi dall’agroindustria che, trasportati dalla pioggia, contaminano le acque sotterranee e superficiali. Altra fonte di contaminazione delle riserve idriche sono gli allevamenti intensivi di animali.

2 Non produce rifiuti

La massa organica prodotta dai vegetali costituisce il miglior concime per la terra dopo che è stata decomposta dai microorganismi. Potature, sfalci, resti di lavorazioni alimentari e, naturalmente, l’umido prodotto in cucina tornano alla terra invece di diventare un rifiuto pericoloso da smaltire. Anche gli escrementi degli animali sono utili a questo scopo purché possano essere trattati e distribuiti in un territorio sufficiente alla loro integrazione nei processi naturali.

3 Preserva il territorio

Un suolo fertile, coperto e coltivato tenendo conto delle sue caratteristiche come la pendenza, la posizione, la fascia climatica non si lascia portare via tanto facilmente dalla pioggia. La presenza di radici, materiale organico, fossi, canali di scolo e altre strutture naturali o artificiali rende maggiormente stabile un territorio e quindi meno esposto a frane o erosioni. L’agricoltura naturale ha una funzione di prevenzione delle alluvioni e di altre calamità naturali.

4 Non provoca desertificazione

La somma dei trattamenti che si usano in agricoltura industriale hanno già portato alla desertificazione di enormi territori. La stessa Pianura Padana, un tempo la valle più fertile d’Europa, oggi presenta un grado di fertilità molto basso. Un terreno coltivato naturalmente è più resiliente di fronte alle avversità, come ad esempio la siccità. L’irrigazione, praticata per far crescere piante in territori troppo asciutti per le loro esigenze, provoca la salinizzazione dei suoli e la loro morte.

Terreno compattato in un campo di tabacco in Valdichiana

Terreno compattato in un campo di tabacco in Valdichiana

5 Produce alimenti nutrienti

Per una buona salute abbiamo bisogno di nutrirci con alimenti capaci di apportare tutti gli elementi nutritivi di cui abbiamo bisogno, ma il cibo (sia vegetale che animale) cresciuto forzatamente con l’aiuto della chimica è scarso di nutrienti. L’agricoltura industriale ci sfama, ma non ci nutre, intanto altre industrie ci propongono infinite varietà di integratori alimentari. Una buona agricoltura ci restituisce salute, per non parlare del gusto.

6 Non ci avvelena

Quando si utilizzano antiparassitari e diserbanti, che non sono altro che veleni prodotti per uccidere esseri viventi, questi non scompaiono nel nulla. Ce li ritroviamo a tavola, insieme ai fungicidi, agli insetticidi e agli antibiotici. L’agricoltura naturale attua varie strategie per non usare veleni, mentre l’agricoltura industriale non può farne a meno. In questo caso il sistema è progettato perché ci sia sempre bisogno di un certo numero di trattamenti chimici.

7 Fa risparmiare energia

Campo seminato, ma i girasoli non sono nati

Campo seminato, ma i girasoli non sono nati

Sia per le continue lavorazioni del suolo che per produrre additivi chimici viene consumato petrolio che ha un costo molto alto per l’ambiente. Per non parlare delle guerre che si fanno per controllare questa e altre risorse non rinnovabili.  Siamo certi che avremo sempre così tanta energia a buon mercato da impiegare nell’agroindustria o forse è meglio lasciar fare alla natura che produce da sola l’energia di cui ha bisogno? L’agricoltura naturale prevede l’utilizzo di mezzi meccanici per risparmiare fatica all’uomo, ma ne minimizza la necessità.

8 Salvaguarda la biodiversità

La salute e l’equilibrio della vita nel nostro pianeta dipendono dall’incredibile varietà di forme viventi che lo popolano, ma con l’agricoltura industriale e la cementificazione stiamo facendo estinguere molte specie. Più diminuisce la biodiversità, più si perde quell’equilibrio che rendeva il pianeta Terra resiliente alle calamità. Stanno scomparendo anche specie che non abbiamo fatto in tempo a conoscere, come quelle che vivono nelle foreste pluviali. Potremo sopravvivere ancora senza di loro?

9 È resiliente ai cambiamenti

Biodiversità nel Bosco di Ogigia

Biodiversità nel Bosco di Ogigia

L’agricoltura naturale non seleziona poche varietà per poi farle crescere ovunque e a qualsiasi costo. Sceglie piuttosto cosa è meglio piantare in base al clima e al terreno a disposizione. Non un seme uguale per tutti, ma mille varietà che possano adattarsi anche ai cambiamenti climatici. Differenziare la produzione, inoltre, permette di non perdere l’intero raccolto in caso di siccità o altre avversità. Le specie che hanno affrontato una lunga selezione sono più forti e sanno difendersi molto meglio di quelle selezionate il laboratorio, che non possono vivere senza il supporto di additivi chimici.

10 Conserva la Terra per i posteri

L’agricoltura naturale rigenera la terra anno dopo anno, non consuma, bensì crea fertilità. Quella industriale consuma le risorse, fa soldi e poi abbandona un terreno non più produttivo. Alla fine non ci sarà più terra fertile su cui coltivare e i figli non avranno le stesse opportunità di cui hanno goduto i loro padri.

Dopo aver scritto questo elenco (parziale) di ragioni per cui preferire l’agricoltura naturale, mi chiedo perché non ci si decida a cambiare. Se all’inizio il nuovo metodo industriale è apparso decisamente migliore di quelli utilizzati in passato, adesso sono evidenti le ragioni per decidersi a un nuovo cambiamento. La risposta è facile e quasi banale da scrivere. Tutto dipende dai soldi. Lo sfruttamento intensivo delle risorse, senza curarsi dei danni, fa accumulare molto denaro in mano a pochi. Alla schiacciante maggioranza delle persone converrebbe qualcosa di diverso. Per me vale ancora la regoletta che ho sentito ripetere tante volte da bambina: la maggioranza vince.

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