Tra le coltivazioni del Bosco di Ogigia c’è anche lo zafferano. I primi bulbi me li ha regalati un vicino di casa, qualcun’altro l’ho acquistato, così quest’anno mi sono ritrovata con un centinaio di bulbi, tra gradi e piccini, sufficienti, se tutto andrà bene, per una accettabile produzione a uso familiare. Alcuni bulbi si erano propagati in un’aiuola semi abbandonata, altri in vaso. Quest’anno ho deciso di organizzare meglio il mio zafferaneto e ho dedicato un bancale dell’orto sinergico a questa piantina dai fiori stupefacenti.

La pianta dello zafferano

Bulbi di zafferano

Bulbi di zafferano

Lo zafferano è una spezia che si ottiene dagli stigmi del fiore del crocus sativus. È  prezioso perché la sua produzione prevede molto lavoro manuale. Un grammo di zafferano può costare quanto l’oro, anche 30 euro. La pianta dello zafferano ha un ciclo di vita che prevede un periodo di riposo nei mesi più caldi dell’anno. Tra giugno e  agosto è possibile prelevare i bulbi da sotto la terra e trasferirli in un nuovo terreno. Lo spostamento è utile per evitare di esaurire i nutrienti del suolo e il diffondersi di malattie. Nonostante il caldo torrido di questa estate 2017 sono riuscita (non da sola) a portare a termine l’impresa che, incrociando le dita, dovrebbe portare a un raccolto tra ottobre e novembre.

Il mio zafferaneto

Preparazione dei solchi per i bulbi di zafferano

Preparazione dei solchi per i bulbi di zafferano

Lo zafferano non vuole ristagni d’acqua perciò la scelta di piantarlo in un bancale rialzato dovrebbe funzionare. Inoltre ha bisogno di un terreno lavorato abbastanza in profondità per svilupparsi meglio. In un bancale classico, largo 80 cm sulla sommità ho creato tre diversi solchi così da lasciare una ventina di centimetri tra una fila e l’altra. Ho posto i bulbi a una profondità tra i 10 e i 15 cm, li ho coperti con la terra e subito dopo con uno stato di pacciamatura. Non ho neppure annaffiato dopo la semina, in quanto la pianta è ancora a riposo e non ama l’acqua che potrebbe far sviluppare dei funghi nocivi. Conto nel ritorno delle piogge in tempo per il suo risveglio. Un parte dei miei bulbi erano molto piccoli, non so se in grado di far crescere una piantina. Per non sprecarli e dare loro la possibilità di germogliare li ho sistemati sui fianchi del bancale. Ho sfruttato così tutta la superficie e i semi disponibili. Nella migliore delle ipotesi potrei ritrovare il bancale completamente ricoperto di fiori!

La raccolta dello zafferano

Bancale pacciamato dedicato allo zafferano

Bancale pacciamato dedicato allo zafferano

L’operazione più difficile per produrre del buon zafferano da cucina arriverà al momento della raccolta. I fiori vanno colti al mattino, prima che il sole li faccia sbocciare. Subito dopo devono essere aperti manualmente per prelevare con delle pinzette i tre pistilli rossi contenuti in ciascun fiore che andranno poi essiccati. È  importante che la pioggia non disturbi la raccolta. I fiori potrebbero rovinarsi o sporcarsi. Prevedere quale sarà una buona annata per lo zafferano è quasi impossibile. È una pianta misteriosa che resta nascosta per molti mesi. I suoi fiori sono vistosi (è un peccato coglierli prima dell’apertura) e colorano quasi d’improvviso i campi nel periodo dell’anno in cui la natura sta per andare in letargo. Nel mio orto la terra sta covando un frutto speciale. Mi vengono in mente le monete d’oro di pinocchio sotto l’albero dei miracoli

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https://youtu.be/v1FxVGtf0Xw