In un supermercato della catena Eataly ho trovato in vendita, accanto ai biscotti, del letame animale chiuso in barattoli all’incredibile prezzo di 16 euro al chilo. Più della mozzarella di bufala! Dopo lo stupore iniziale ho iniziato a ragionarci su e quella che sembra solo una trovata di marketing per spillare denaro a ricchi hobbisti, può essere anche considerata un chiaro segno di come sia destinato a mutare il valore dei beni.

Il letame di campagna in barattolo

Confezione di letame con disegni di Laurina Paperina

Confezione di letame con disegni di Laurina Paperina

Dopo la scoperta sono andata subito ad approfondire e ho trovato il sito real-shit che promuove il prodotto. Belle immagini, messaggio breve, narrazione divertente, l’operazione di marketing è azzeccata. “Questa non è la solita merda – spiegano i produttori – Avrai tra le mani 750g di letame organico di prima qualità, raccolto in fattoria e fatto maturare per nove mesi neanche fosse un whisky invecchiato. Questa roba contiene abbastanza azoto, fosforo e potassio per dare una botta di vita alle tue povere piante di città”. Immagino che il contenuto funzioni e che il barattolo, molto attraente, sia il vero prodotto in vendita. L’azienda propone persino una edizione limitata, con etichetta affidata all’artista fumettista italiana Laurina Paperina, per lanciare un messaggio contro il TTIP, l’accordo commerciale di libero scambio tra l’Unione europea e gli Stati Uniti d’America di cui si discute dal 2013 e che metterebbe a rischio il patrimonio agroalimentare europeo. Di fronte alle ironiche lattine di Real Shit non può che tornare in mente la Merda d’artista di Piero Manzoni, l’artista che nel 1961 mise in barattolo le sue feci (pare che i barattoli in effetti fossero vuoti) trasformandole in opere d’arte. Tuttora i barattoli sono esposti in diverse collezioni d’arte in tutto il mondo e, forse, il prodotto che ho visto oggi meriterebbe a suo modo di essere conservato a futura memoria.

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È giusto pagare per escrementi di mucca e gallina?

Il letame in scatola è esposto accanto a barattoli di biscotti

Il letame in scatola è esposto accanto a barattoli di biscotti

Ritengo che pagare così tanto un ammendate per il terreno sia una follia. Fino a qualche anno fa, di letame biologico e maturo, se ne poteva trovare in ogni fattoria o podere. Veniva prodotto in casa, con i rifiuti della stalla. Era già allora molto prezioso, perché serviva a concimare la terra, ma nessuno si sarebbe immaginato di pagare per acquistarlo e di certo non a cifre più alte dei prodotti alimentari che è destinato a produrre. Dopo che l’agricoltura industriale ha spezzato il ciclo virtuoso che univa coltivazioni e zootecnia, avere del buon letame maturo per fertilizzare non è stato più tanto facile. Poco importa perché, nel frattempo, erano arrivati i concimi chimici, che però in pochi anni hanno inquinato terra e acqua, rendendo le campagne più povere e completamente dipendenti dall’industria. Anche per un orticultore di città, non ha senso pagare così tanto. Per far crescere le piante in balcone si possono utilizzare molte  altre risorse meno costose e più sensate. Immagino che il prodotto non sia a costo zero per l’ambiente, anche se agli ortaggi autoprodotti farà sicuramente meglio di altri concimi chimici.

L’inestimabile valore di un terreno fertile

Accanto al letame, in vendita a prezzi esorbitanti anche una terra per coltivazioni in vaso

Accanto al letame, in vendita a prezzi esorbitanti anche una terra per coltivazioni in vaso

C’è un’altra faccia della medaglia. La produzione di terra o ammendati per coltivazioni in città può essere un buon modo per integrare i redditi di quelle aziende agricole che decidono di produrre in maniera completamente naturale e che fanno fatica a far quadrare i bilanci. Quindi auspico iniziative del genere, ma che siano a km zero come si sta iniziando a fare per frutta, ortaggi e altri alimenti. Anche qui deve valere la regola di scegliere, quando possibile, le risorse che troviamo vicino a casa.

La costosa merda, venduta accanto ad un sacco di terra da 12 chili offerto a 9 euro, sufficiente, si e non, per riempire un vaso, però ha il merito di far riflettere sul vero valore delle cose. Potrebbe anche accadere, che questa intelligente trovata commerciale, sia solo il primo assaggio di ciò che ci aspetta. Infatti, il terreno fertile, è il patrimonio più prezioso del pianeta Terra. Insieme al sole, all’aria e all’acqua nutre ogni forma di vita. Senza di esso, la Terra non potrebbe ospitarla. Le belle pianure fertili del mondo, con l’intensivo sfruttamento dell’agricoltura e dell’allevamento industriali, unito all’insensato consumo di suolo per costruzioni e infrastrutture varie, si stanno trasformando in deserto. Di questo passo potremmo tutti essere costretti ad acquistare a caro prezzo sacchi di terra fertile al supermercato, per produrci qualcosa da mangiare tra il cemento delle nostre città.

La discussione su Facebook sulla merda in vendita a Eataly

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