Mentre in Italia e in Europa si registrano seri danni per la siccità, che ha caratterizzato l’inverno e la primavera 2017, la più arida degli ultimi 200 anni, a Dubai lo scorso inverno ha piovuto per un mese intero. La notizia è già sorprendente, ma lo è ancora di più sapere che negli Emirati Arabi Uniti la pioggia è in aumento grazie all’inseminazione artificiale delle nuvole. La tecnica non è nuova, ma si sta raffinando e gli effetti, anche se difficili da misurare, sembrano evidenti. In territori desertici la pioggia vale più di una manna dal cielo, ma altrove ci si chiede che effetti possa avere il controllo indotto del clima nell’equilibrio della biosfera terrestre. Se è vero che siamo una cosa sola, un unicum e che il pianeta è connesso in tutte le sue parti, mare, terra e cielo, allora è probabile che a ogni azione corrisponda un effetto. Ma con i soldi si può tutto (o quasi) e così, grazie al denaro degli sceicchi arabi, l’inseminazione artificiale delle nuvole è sempre più praticata e la sperimentazione per metodi sempre più efficaci è in corso.

La pioggia artificiale con l’inseminazione

Razzi inseminazione artificiale delle nuvole

Razzi inseminazione artificiale delle nuvole

Negli Emirati Arabi Uniti la tecnologia ha permesso di edificare il grattacielo più alto del mondo e le isole artificiali, che hanno moltiplicato i chilometri di coste e le ville sul mare a disposizione dei ricchi del mondo. Ma la sfida alla natura si è spinta fino al controllo del meteo, fondamentale per costruire un Paese indipendente anche dal punto di vista alimentare. Senza acqua, infatti è impossibile coltivare e un Paese con tanti abitanti, incapace di produrre cibo per tutti, è destinato a rimanere fragile. In vista di un futuro senza petrolio gli sceicchi stanno facendo il possibile per consolidare la prosperità dei loro Stati.

Gli Emirati Arabi da anni investono milioni in ricerca per la modificazione del clima e stanno, persino, progettando di costruire una catena montuosa che possa attirare le perturbazioni nel deserto. Da gennaio 2015 viene applicato regolarmente il Cloud Seeding, ovvero l’inseminazione artificiale delle nuvole. Il centro di meteorologia degli Emirati controlla ogni giorno la posizione delle nuvole: quando queste sono vicine, gli aerei decollano e volano tra i cumuli iniettando nelle nuvole dei cristalli di sale. Questo metodo è studiato dagli anni Quaranta e fu il meteorologo e chimico Vincent Schaefer a scoprirne il principio. Si va quindi a caccia di nuvole e quando queste vengono individuate (sono molto rare) vengono bombardate con razzi che disperdono i cristalli. Le microparticelle di sale appesantiscono le goccioline di vapore acqueo favorendone la precipitazione a terra sotto forma di pioggia. La tecnica sembra aumenti la probabilità di precipitazioni fino al 35%. Altro che danza della pioggia.

È giusto far piovere artificialmente?

Inseminazione artificiale delle nuvole

Inseminazione artificiale delle nuvole

Che il metodo funzioni o no, il dibattito sull’inseminazione delle nuvole è molto acceso. Questo sistema, decisamente costoso, è usato anche da Cina (è il paese che ne fa più uso), Stati Uniti, Russia e Australia. Critiche contro il Cloud-Seeding  arrivano da molti meteorologi, che ne denunciano i rischi, dal momento che non si conoscono le ripercussioni a lungo termine sul pianeta. Nel 2010 uno studio dell’università di Tel Aviv dimostrava come l’utilizzo dei metodi di inseminazione delle nuvole avesse un piccolissimo effetto sulla quantità delle precipitazioni. Lo studioso Peter Gleick, esperto mondiale di acqua, spiega come nell’ultimo mezzo secolo le tecniche di modificazione del clima non abbiano portato ad alcun risultato, e che forzare la natura non è proprio possibile, specialmente se si tenta di far piovere nel deserto.

 

Fonti
Articolo l’Espresso
Inseminazione delle nuvole
DubaItaly
Uae Investigation Cloud Seeding
Studio Università Tel Aviv

Letture consigliate sull’argomento (in inglese)
Cloud Seeding di Stacy Gillett Coyle
Toxis Skyes

Newsletter
Per non perderti articoli e video iscriviti alla newsletter del Bosco di Ogigia