Circa un mese fa ho sistemato su alcuni bancali del mio orto sinergico della lana di pecora come pacciamatura. Era la mia prima esperienza con questo particolare materiale ed ero curiosa di scoprirne caratteristiche ed efficacia. Molti dubbi mi hanno accompagnata durante la sistemazione della coperta sull’orto. Non ero certa di quanta lana mettere, né se sarebbe rimasta al suo posto nelle giornate ventose. Mi chiedevo, inoltre, se coprire il suolo con questo tipo di pacciame era sensato anche dopo la semina e quanto tempo impiega la lana a decomporsi. Dopo qualche settimana di osservazione ho avuto le prime risposte.

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Contiene le erbe, ma può disturbare in caso di semina

La lana limita la crecita delle erbe spontanee, ma anche delle piante che abbiamo seminato

La lana limita la crecita delle erbe spontanee, ma anche delle piante che abbiamo seminato

Ho potuto verificare che la lana di pecora è efficace per contenere le erbe spontanee, ma è meno duttile della paglia quando si decide di seminare sull’orto. La pacciamatura di lana, infatti, forma uno strato di fibre intrecciate che non è semplice districare nel caso si voglia far prendere luce a una pianta nata da poco, cosa invece possibile con la paglia, che può essere spostata facilmente intorno a  una piantina ancora troppo bassa per emergere dallo strato di pacciame. D’altronde è proprio l’intrico di fibre ad aiutarci a contenere la crescita delle spontanee. Io ho usato lana appena tosata e non ancora lavata, ma potrebbe essere altrettanto utile la lana contenuta nei vecchi materassi. In quest’ultimo caso non avremo da combattere con la lanolina, che si appiccica alle mani. Probabilmente la lana già trattata si comporterà in modo parzialmente diverso da quella appena tosata.

Effetto termico e igroscopico

La lana è sicuramente molto efficace per limitare gli sbalzi di temperatura del terreno, non dimentichiamo le caratteristiche di isolamento termico che possiamo apprezzare indossando un maglione fatto con questo materiale. La mattina la lana si presenta ricoperta di goccioline d’acqua provenienti dall’aria umida notturna e in effetti la lana è capace di assorbire grandi quantità di umidità (capacità igroscopica), pur essendo difficile da bagnare con acqua allo stato liquido. Mi chiedo quanta acqua venga effettivamente trasferita al suolo e quindi alle piante, dal momento che il pelo è fatto anche per mantenere gli animali all’asciutto. Sicuramente questa materia prima funziona contro l’evaporazione di umidità dal suolo.

Il timore delle zecche

La lana sull'orto con il tempo perderà la sua compattezza

La lana sull’orto con il tempo perderà la sua compattezza

Diversi persone mi hanno scritto chiedendomi chiarimenti sul rischio di portare nel proprio terreno una infestazione di zecche insieme al mantello ovino. Non ho trovato nessuna zecca nella mia lana, ma sono corsa a studiare le caratteristiche e le abitudini di questi insetti. L’attenzione nei loro confronti è giustamente alta, in quanto possono essere vettori di malattie gravi per l’uomo e per gli animali. Sappiamo che le zecche si nutrono di sangue e quindi è possibile che si nascondano sotto i mantelli dei mammiferi. Esistono tante specie di zecche con comportamenti e preferenze diverse, ma la cosa importante da sapere è che le zecche abitano tra l’erba e depongono là le loro uova. Si trasferiscono sugli animali solo in alcuni momenti del loro ciclo vitale per succhiare sangue e poi si lasciano cadere e a terra. Non esiste quindi il rischio di trasportare nel proprio orto uova di zecca, ma potrebbe accadere di incontrare qualche singolo individuo ancora presente tra la lana al momento della tosatura. Le probabilità che questo avvenga sono comunque basse. Sul ciclo biologico delle zecche ho consultato il portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica a cui vi rimando per altre informazioni e nel quale si legge:

L’habitat preferito è rappresentato da luoghi ricchi di vegetazione erbosa e arbustiva, con microclima preferibilmente fresco e umido, tuttavia le zecche possono trovarsi anche in zone a clima caldo e asciutto o dove la vegetazione è più rada. La loro presenza dipende, infatti, essenzialmente dalla presenza sul territorio di ospiti da parassitare, per questo luoghi come stalle, cucce di animali e pascoli sono tra i loro habitat preferiti. Le zecche non saltano e non volano sulle loro vittime, ma si appostano all’estremità delle piante aspettando il passaggio di un animale o di un uomo.

Perciò se nel vostro orto non pascolano animali per le zecche l’habitat sarà poco attraente.

Dove reperire la lana

La lana delle comuni pecore non è più una materia preziosa, viene usata per produrre isolanti da abitazioni e può persino finire tra i rifiuti speciali. Non sarà difficile, perciò, trovare un allevatore disposto a regalarla o a cederla per pochi euro o magari in cambio di qualcuno degli ortaggi che produrremo sul nostro orto ben pacciamato. Da tenere presente la possibilità di recuperare il contenuto dei vecchi materassi. Un tempo si dormiva in materassi imbottiti di lana, oggi si preferiscono prevalentemente materie sintetiche. Non dovrebbe essere difficile trovare materassi “antiquati” dai quali estrarre buona lana per tenere caldo l’orto.

Durata della lana sull’orto

Appena sistemata la lana offre un bellissimo colpo d’occhio sull’orto. Col tempo è naturale che si disperda e che non appaia più tanto compatta, anche perché dovremo fare spazio alle piante che aggiungeremo all’orto. Il vento produce meno danni di quanto temessi, ne ha spostata solo un po’ dove termina la coperta. Consiglio di aggiungere erba secca o paglia per proteggere la parte più bassa dei fianchi del bancale. Per decomporsi la lana impiegherà più tempo della paglia. Almeno un anno, ma mi hanno parlato anche di tre. Lo potrò verificare con passare del tempo. Essendo composta prevalentemente di proteine rilascerà gradualmente nutrimento al suolo.

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