Tra i materiali consigliati per la pacciamatura dell’orto c’è anche la lana di pecora. Non avendo pecore e neppure vicini di casa con greggi da tosare non pensavo che nel mio orto sarebbe mai arrivata della lana. Invece, in maniera del tutto inaspettata e senza investire particolari energie, mi trovo a disposizione un sacco pieno di lana appena prelevata da due generose pecore, donata ai miei familiari al termine di una dimostrazione di tosatura.

Sacco pieno di lana di pecora

Sacco pieno di lana di pecora

La lana di pecora è solo uno dei materiali naturali che si possono utilizzare con funzione di pacciamatura, la copertura del terreno fondamentale per una agricoltura naturale. La più utilizzata a questo scopo è la paglia, ma ci si può sbizzarrire anche con foglie, segatura, cippato, canne, gusci di frutta secca, cortecce, erba tagliata e così via. Io uso soprattutto erba tagliata, il principale materiale disponibile nel mio terreno, con qualche problema di diffusione di semi di erbe spontanee nei bancali dell’orto. La pacciamatura svolge innumerevoli funzioni e ha lo scopo di riprodurre la tipica lettiera che troviamo nei boschi, dove strati di foglie e altri materiali in decomposizione nutrono il suolo trasformandosi lentamente in humus.

Bancale parzialmente pacciamato con lana di pecora

Bancale parzialmente pacciamato con lana di pecora

Sono felice che si sia presentata l’occasione per sperimentare un materiale per me insolito che mette in comunicazione il mondo vegetale con quello animale. Le operazioni di distribuzione della lana sono un po’ più lunghe che per la paglia perché questa pelliccia si presenta a grumi compatti che vanno distesi per avere una copertura omogenea. Il lavoro è piacevole, ma ho alcuni dubbi in testa riguardo alla semina che ho appena effettuato, temo che la lana non possa essere penetrata dalla piantine appena nate e che quindi questo sistema vada bene solo per un orto con piante già abbastanza grandi. L’orto risponderà presto alla mia domanda. Altri dubbi riguardano l’eventualità che il vento possa sollevare con facilità il manto e spargere la lana un po’ ovunque, un inconveniente che si può presentare anche con altri materiali. Una curiosità: le mani durante il lavoro diventano appiccicose per la lanolina, una cera secreta dalla pelle della pecora e che si accumula sul vello e protegge l’animale.

Primo piano sulla lana di pecora

Primo piano sulla lana di pecora

Di certo questa esperienza è molto divertente e mi ha permesso di entrare in contatto con una nuova tecnica per la coltivazione dei miei ortaggi. La sperimentazione è ancora all’inizio. Pubblicherò gli sviluppi della mia prima pacciamatura in lana di pecora.

 

 

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