La realizzazione di un orto sinergico è spesso la prima esperienza che affrontano coloro che decidono di mettere le mani nella terra. La tecnica, messa a punto da Emilia Hazelip (vedi il libro Agricoltura sinergica. Le origini, l’esperienza, la pratica), affascina anche coloro che non hanno nessuna dimestichezza con la coltivazione di un orto perché promette grandi risultati con poco lavoro. Per poter scrivere di agricoltura naturale e sostenibile ho pensato che fosse necessario sperimentare in proprio e anche io ho cominciato dall’orto sinergico. Dopo qualche tentativo non proprio soddisfacente sono ripartita dall’inizio seguendo un corso tenuto da uno degli eredi di Emilia, Antonio De Falco, che pratica agricoltura sinergica dal 1993. Durante il corso, durato cinque giorni, abbiamo realizzato un bell’orto, dal progetto fino alla messa a dimora delle piantine. Ecco il nostro lavoro raccontato in dieci fasi.

Iscriviti al canale 📺 del Bosco di Ogigia

Ideazione del disegno

forma dell'orto sinergico

Primo bozzetto con la forma dell’orto sinergico

L’orto sinergico viene creato per durare a lungo e si basa su regole diverse da quelle che impone un orto tradizionale (LEGGI Le geometrie fantastiche dell’orto sinergico e le regole base dell’agricoltura naturale). Si differenzia anche nella forma, che nel sinergico è spesso più fantasiosa. Non esiste un disegno di orto ideale, quindi ciascuno può scegliere quello che preferisce. In genere si prediligono linee curve che ricordino i modelli naturali. La sinuosità dell’orto contribuisce a creare diversi microclimi che andranno bene per ortaggi diversi. Spesso il progetto si fa in gruppo e, quindi, la prima parte del lavoro consiste nel disegnare insieme e scegliere l’orto più bello. Nella foto il bozzetto che abbiamo trasformato in orto.

Pulizia del terreno

Mani nella terra per togliere tutte le erbe spontanee

Mani nella terra per togliere tutte le erbe spontanee

Le erbe sono nostre amiche, in quanto nutrono e fertilizzano il terreno, ma un eccesso di erbe spontanee rende dura la vita alle piante selezionate e coltivate dall’uomo. Per questo, prima di avviare il nostro orto sinergico cerchiamo, il più possibile, di sbarazzarci delle spontanee. I diserbanti sono banditi e si utilizzano altri metodi. Il nostro terreno era, fortunatamente, già abbastanza pulito. Prima lo abbiamo mosso con la forca vanga e poi abbiamo frantumato le zolle a mano per eliminare sia la parte aerea che le radici delle piante spontanee, avendo cura di separare la gramigna. Gli scarti verdi possono essere riutilizzati, per esempio, nei camminamenti, ma non i rizomi di gramigna che hanno la forza di generare nuove piante anche dopo essere stati sminuzzati e lasciati al sole, quindi meglio tenerli lontani dall’orto in costruzione. Se affrontiamo un terreno molto inerbito si possono utilizzare dei cartoni con i quali coprire tutta l’area dell’orto per alcuni mesi (in genere quelli invernali), in modo da dover rimuovere, al momento della costruzione dell’orto, solo piante indebolite da mesi di buio.

Trasferimento del disegno sul suolo

Disegno per l'orto sinergico

Pezzetti di canna, corda bianca e metro, gli strumenti che abbiamo utilizzato per tracciare a terra i profili dell’orto

Per sapere dove togliere e dove mettere terra per creare i bancali il disegno deve essere riportato sul terreno. Con un bozzetto in carta millimetrata sarà più facile rispettare le misure giuste. Il bancale ideale misura 120 cm alla base e circa 60 sulla sommità, per raggiungere questo risultato si disegna a terra un bancale largo un metro lasciando, tra l’uno e l’altro, la stessa distanza di un metro. Noi abbiamo utilizzato una corda bianca (facile da vedere sul terreno) e tanti pezzi di canna per fissarla a terra e creare la forma desiderata. In alternativa si potrebbero tracciare le linee con del gesso o altra polvere bianca. Altro strumento da tenere a portata di mano è il metro. Ci orienteremo meglio collocando a terra alcuni paletti di riferimento da cui far partire le misurazioni.

Creazione dei bancali

orto sinergico

Per realizzare un orto sinergico è meglio lavorare in gruppo

Mano a vanghe e pale per tirare su i bancali. Questa fase sarà più o meno faticosa in base alle condizioni del terreno. È importante che non sia né bagnato, né troppo asciutto. Per evitare che una pioggia imprevista mandi a monte i nostri programmi possiamo, se necessario, coprire il terreno con un telo impermeabile. Una facile lavorazione con la forca vanga lungo i camminamenti aiuterà a movimentare con più facilità la terra con le pale, con le quali preleveremo suolo dalle fasce di camminamento per trasferirlo negli spazi da coltivare. Dovremo usare la forca anche nella parte che andremo a coprire se il terreno è troppo compatto o presenta una suola di lavorazione. Se il terreno fosse gravemente compattato potrebbero essere necessari mezzi meccanici come un ripuntatore o un aratro a dischi, ma in questo caso avremmo provveduto prima di disegnare il nostro orto. Questa lavorazione è traumatica per il suolo e danneggia il fantastico equilibrio che esiste tra flora, fauna, gas e minerali che si trovano sulla superficie della terra. Se tutto va bene, però, questa sarà l’ultima volta che interverremo in maniera così invasiva. Negli anni l’equilibrio si ristabilirà e saranno proprio gli ortaggi che coltiviamo a contribuire a rendere man mano l’orto più produttivo.

Modellazione dei bancali

Una volta creato il cumulo di terra dovremo modellare il terreno servendoci di un rastrello e, anche, delle nostre mani per avere un risultato impeccabile. Con il rastrello passiamo sulla sommità del cumulo di terra, la quale comincerà a scendere sui fianchi. Poi lavoreremo anche su questi per raggiungere la giusta inclinazione, non dovranno essere troppo scoscesi in modo che la terra sia stabile. Un po’ di terra tornerà a distribuirsi lungo i passaggi, alla base del bancale, questo ne favorirà la stabilità. L’altezza massima di 50 cm è forse eccessiva, meglio qualche centimetro in meno per un maggior confort nei lavori in orto.

Continua con Orto Sinergico: dall’irrigazione alla semina 

Iscriviti al canale 📺 del Bosco di Ogigia

Letture consigliate:
Agricoltura sinergica. Le origini, l’esperienza, la pratica di Emilia Hazelip