Ad ogni Pasqua tornano le campagne contro l’uccisione degli agnelli per il pranzo tradizionale. Quest’anno anche politici molto noti hanno lanciato appelli video per salvare dal macello questi animali. Mi auguro che chi prende posizione abbia chiare le implicazioni di questi messaggi. Non sono qui per dire se, secondo me, sia giusto o sbagliato mangiare carne di agnello. O carne in generale, o uova benedette o formaggio pecorino. Ognuno scelga in base alle proprie idee. Ma voglio fare qualche considerazione “permaculturale”.

Berlusconi allatta gli agnelli che ha salvato dal macello

Silvio Berlusconi allatta gli agnelli che ha salvato dal macello

Tutti noi viviamo in un ecosistema che, recita wikipedia, è “un insieme sistemico definito costituito da organismi viventi, animali e vegetali, che interagiscono tra loro e con l’ambiente che li circonda”. Gli ecosistemi sopravvivono grazie all’equilibro che si crea tra le sue componenti. Il pianeta ne ospita di tanti tipi, tutti collegati tra loro, che insieme formano l’ecosfera. Gli animali, al cui regno apparteniamo anche noi, sono parte integrante di ciascun ecosistema e il loro ruolo è strettamente collegato a tutti gli altri elementi, tanto che se viene a mancare una specie le conseguenze sono quasi sempre gravi e imprevedibili.

Le capre vicine di casa del Bosco di Ogigia

Le capre vicine di casa del Bosco di Ogigia

L’uomo ha costruito la sua civiltà grazie all’integrazione tra agricoltura e allevamento di animali. Molti dei problemi attuali dei territori agricoli derivano dall’aver separato queste due attività. Io auspico, visto il degrado diffuso, che la politica si impegni per aiutare il nostro pianeta a ripristinare l’equilibrio perduto. I sistemi che la permacultura progetta prevedono sempre la presenza di animali perché sono essenziali per molte ragioni, tra cui il controllo della vegetazione e dei parassiti e l’apporto di sostanze nutritive. Il letame in agricoltura è essenziale, a meno che non si voglia completare la distruzione, già avviata, con l’utilizzo dei concimi chimici.

Gli animali sono necessari, dunque, anche per l’agricoltura. Ci possiamo permettere di tenerli in un terreno senza consumare anche la loro carne? E possiamo permetterci di rinunciare alle proteine che loro sono in grado di trarre da vegetali che noi possiamo digerire? Mi ha fatto riflettere sull’argomento il libro di Angaangaq “Sciogliete il ghiaccio nei vostri cuori”. Lo sciamano eschimese è nato nella Groenlandia ovest, una terra dove la gran parte del nutrimento dell’uomo deriva dalla caccia.

frase di Angaangaq

Un pensiero agli agnelli fortunati che sono stati adottati e non finiranno al macello. Saranno lasciati liberi di riprodursi? Fino a che punto l’ecosistema che li sta ospitando potrà accogliere la loro crescita demografica? Potranno i loro discendenti morire tutti di vecchiaia? O si lascerà che i lupi aiutino a mantenere l’equilibrio?