Molte delle piantine che inserisco nelle aiuole del Bosco di Ogigia sono nate e cresciute in città, nel mio balcone coperto esposto a sud. Dispongo, in pratica, di una piccola serra che utilizzo per tante funzioni: lavanderia, asciugatoio, ripostiglio degli utensili per le pulizie e rifugio caldo per la lettura. In questo periodo dell’anno però il mio balcone diventa soprattutto un semenzaio.

Prime foglioline di un pomodoro lampadina

Prime foglioline di un pomodoro lampadina

In questi vasetti ho seminato lo scorso 17 marzo e già si vedono segni di vita. Il primo barlume verde che spunta dal terriccio ha qualcosa di commovente. In poco tempo si possono apprezzare gli sforzi del seme per trasformare la sua grande energia potenziale, raccolta in uno spazio piccolissimo, in qualcosa di vivo e vegeto.

Nel vivaio sto facendo crescere un po’ di tutto, dai pomodori ai peperoni agli alkekengi, tutte piante della famiglia delle solanacee. Per questi ultimi ho utilizzato i semi presi da bacche di alkekengi acquistate al supermercato. Non sarà facile arrivare alla pianta adulta piena dei tipici frutti arancioni protetti da una membrana simile a una lampada di carta cinese, ma vale la pena provare. Il piccolo alkekengi si sta muovendo nella settima casella a partire dall’alto e procedendo da sinistra verso destra. Ho seminato anche alcuni fiori che nell’orto hanno molte funzioni: proteggono dai parassiti, attraggono gli insetti impollinatori, hanno un ruolo decorativo e in più si possono mangiare, come il nasturzio, che ha un sapore piccantino.

ISCRIVITI al canale 📺 del Bosco di Ogigia per non perderti i nuovi video

I rotoli vuoti della carta igienica si possono usare come vasetti da semenzaio

I rotoli vuoti della carta igienica si possono usare come vasetti da semenzaio

Per preparare il semenzaio uso vari materiali di riciclo. Si trovano in vendita anche dei comodi vasettini di cartone che si possono interrare con la pianta. Lo scorso anno li ho provati. Funzionano ma, se possibile, preferisco riciclare i tanti contenitori che ci troviamo in casa e che sarebbero destinati a finire tra i rifiuti. I vasetti di cartone possono essere sostituiti facilmente con i cilindri della carta igienica. Questo inverno ne ho accumulati un bel po’ e li utilizzerò per la prossima semina. Dopo aver riempito i vasi di terra pongo un seme al centro di ciascuno di essi, infine utilizzo uno stecchino da denti per interrarlo. La profondità a cui collocare il seme dipende dalla sua dimensione, comunque deve restare abbastanza in superficie per trovare facilmente la via della luce.

Per sapere come si preparava un tempo il semenzaio LEGGI Coltivazione del tabacco in Valdichiana negli anni ’40-’50, il racconto di un testimone. Prima parte: la semina

Piantine in viaggio verso il Bosco di Ogigia

Piantine in viaggio verso il Bosco di Ogigia

Quando le piantine sono abbastanza grandi arriva il momento del trasferimento. Siccome spesso mi muovo in treno, anche a loro tocca un viaggio a bordo di Trenitalia. Mi pare che gradiscano il servizio di trasporto pubblico. In una busta di carta di quelle che ci vengono elargite ad ogni acquisto si possono sistemare diversi vasetti, diciamo che i limiti del trasporto sono proporzionati alla capacità del balcone. Sul fondo della busta di carta sistemo una busta di plastica che fa da isolante tra l’umidità dei vasetti e la carta che non deve bagnarsi.

Avere un vivaio a metri zero è decisamente comodo perché permette di fornire una irrigazione costante e di godersi la vita in formazione. La terra va mantenuta umida, ma finché le piante sono piccole l’innaffiatura va fatto con molto garbo, altrimenti i virgulti possono finire con le radici all’aria.