Fiori di pesco

Fiori di pesco

La primavera è decisamente la stagione più fotogenica dell’anno. Con il meteo favorevole stare nell’orto in questo periodo è rinfrancante e si possono scattare foto bellissime. Per occuparmi del mio Bosco di Ogigia ho sempre il tempo limitato, ma questa è l’epoca dell’anno in cui impegnarsi di più e non solo per la piacevolezza dello stare all’aperto. È adesso che si pongono le basi per il raccolto estivo.

Fiori di mirabolano

Fiori di mirabolano

Negli ultimi giorni, oltre ad aver goduto delle fioriture, ho sistemato i bancali dell’orto sinergico e piantato le prime insalate. Il lavoro più gravoso è stato ripulire dalle erbe spontanee lo spazio riservato agli ortaggi. Non solo fare tutto a mano richiede tempo e pazienza, ma c’è anche un problema di coscienza. Quando strappo o sradico qualcosa per fare posto da altro soffro sempre un po’. Non vorrei farlo, ma è vero che le erbe spontanee sono così forti e ben adattate che se voglio fare crescere qualche specie domestica le devo contenere. Nei bancali questa operazione si fa a mano, considerando che la pacciamatura dovrebbe aver limitato parecchio lo sviluppo delle erbe selvatiche. Alcune delle mie aiuole erano ben messe, per altre c’è voluto molto lavoro.

Bancale con insalatine appena piantate e pacciamatura di erbe spontanne

Bancale con insalatine appena piantate e pacciamatura di erbe spontanne

Nella foto si vede il risultato finale nel bancale che mi ha fatto faticare di più. Dopo aver tagliato o sradicato le spontanee ho provveduto a pacciamare utilizzando le stesse erbe. Ho lasciato un po’ di spazio scoperto per favorire il soleggiamento delle prime insalate che ho inserito. A breve trapianterò altri ortaggi nella stessa aiuola perché possano fare sinergia tra di loro.

Nella parte di orto condotto con metodi più tradizionali le erbe spontanee si combattono con la motozappa che aiuta anche ad arieggiare la terra. Lascio l’utilizzo di questi metodi ai miei familiari, che non sono ancora convinti dell’efficacia dell’agricoltura naturale che cerco di mettere in pratica io. Finora l’orto tradizionale ha vinto la sfida in quanto a produttività, conto che un giorno avvenga il sorpasso. Sicuramente la quantità di lavoro che serve nell’orto tradizionale è maggiore perché là si lavora contro e non con la natura.

Mi sono buttata nell’impresa del Bosco di Ogigia proprio per verificare se è vero che chiunque può produrre il proprio cibo utilizzando risorse di tempo e fatica ragionevoli. La motozappa non mi piace, tra l’altro fa un sacco di rumore, ma ne riconosco l’utilità. Ha il vantaggio di non scavare troppo a fondo e quindi non va a danneggiare eccessivamente la vita del suolo. Può essere utile anche per impostare nuove aiuole di orto sinergico e per mettere in pratica il sovescio, cioè per interrare piante fresche al fine di arricchire il terreno di materia organica. Voi cosa ne pensate, si può usare la motozappa nel Bosco di Ogigia?