Camomilla

Camomilla

La terra ama stare coperta. I campi arati dove non cresce un filo d’erba non hanno nulla di naturale. Quelle spianate, di una qualsiasi gradazione di marrone, sono qualcosa di artificiale a cui la natura cerca di porre rimedio nel più breve tempo possibile. L’idea di una terra nuda e cedevole, pronta a fornire solo un supporto fisico a piante addomesticate, non è molto intelligente e ha conseguenze gravi per l’ambiente. Ogni volta che la lasciamo scoperta, la terra invita i semi che custodisce a germogliare per coprire al più presto la sua nudità.

Campo arato

Campo arato

Il nostro immaginario è così condizionato dalla gestione a misura d’uomo delle cose naturali, da aver perduto la capacità di riconoscere il bello nelle forme della natura. Un campo verde ci piace solo se è ricoperto da erba omogenea e ben falciata. Troviamo attraenti i “pratini all’inglese”. Solo che i “pratini all’inglese” stanno bene in Inghilterra o sulle pendici delle nostre montagne, dove piove spesso e pascola bestiame che, banchettando, tiene sotto controllo la crescita dell’erba. Un campo ricoperto da una varietà di erbe spontanee, che seguendo il ritmo delle stagioni, si danno il cambio, crescono, fioriscono e muoiono ci fa pensare all’abbandono e al disordine. Ma è un giudizio distorto, causato dalla distanza che ci separa dalle cose naturali, che non tiene conto di tanti fattori importanti che fanno di un prateria selvatica una risorsa fondamentale.

Fiori e insetti

Fiori e insetti

Non sono solo gli alberi, con le loro radici, a trattenere il terreno evitando le frane. Altrettanto fondamentale è l’opera delle erbacee. Spesso le loro radici hanno un’estensione ben superiore alla parte aerea che vediamo e, se non ci fossero, l’acqua piovana non riuscirebbe a penetrare oltre i primi centimetri di suolo, con conseguenze drammatiche. Quando manca una copertura vegetale, le falde acquifere non si riempiono, l’acqua scorre in superficie trasformandosi in fango, il suolo perde minerali e sostanza organica. Inoltre tra l’erba vivono insetti, spesso utili, e animali di varie taglie, che non possono vivere senza un habitat. Senza vegetazione il terreno diventa deserto. Tutto questo, purtroppo, avviene di continuo.

Erbe spontanee con papavero

Erbe spontanee con papavero

E veniamo alla situazione nel Bosco di Ogigia. Al momento dell’acquisto era incolto da anni, l’erba vi era cresciuta sopra ogni primavera, si era seccata d’estate ripiegandosi in se stessa ed era rispuntata l’anno successivo sopra al vecchio tappeto in decomposizione. Insomma il manto di copertura era spesso e compatto, ma poco vario perché le erbe dallo stelo lungo impedivano lo sviluppo delle specie che crescono restando vicine al terreno. Lavorare la terra con una copertura del genere era complicato, quasi impossibile da fare senza mezzi meccanici. Avrei voluto inserire le specie commestibili domestiche in quell’ecosistema senza distruggerlo. Ma, con mio grande dispiacere, alla fine ho dovuto cedere e ho usato violenza al mio prato rigoglioso.

Per prima cosa un trattore con falciaerba ha rasato tutto. Poi il terreno è stato diviso in due parti. Un grande rettangolo è stato destinato ad un orto biologico tradizionale e quindi arato per eliminare le erbe spontanee. Al resto del campo, riservato all’orto sinergico e alle piantagioni per la food forest, è stato risparmiato questo secondo duro trattamento e tuttora conserva la sua copertura di piante erbacee. Ma ecco il punto dolente: le erbe spontanee non piacciono a nessuno. Parenti e amici rimangono interdetti, quando va bene ci scherzano su, quando va male insistono perché io faccia qualcosa. E a nulla valgono le mie spiegazioni sulla ragione per cui nel Bosco di Ogigia le erbe spontanee (mai chiamarle erbacce) troveranno sempre dello spazio libero per crescere secondo natura.

Ecco la mia lista di dieci motivi per riservare più spazio possibile alle erbe spontanee:

  1. Sono belle e regalano fioriture per quasi tutto l’anno.
  2. Studiando le loro esigenze si possono avere molte informazioni sulle caratteristiche del terreno.
  3. Molte sono buone da mangiare oppure utili in erboristeria.
  4. Ospitandole tutelo la biodiversità. È permesso loro di crescere libere in pochissimi luoghi, rischiamo di perderne molte.
  5. Trattengono il terreno evitando gli smottamenti.
  6. Fanno penetrare l’acqua in profondità, che altrimenti non raggiungerebbe le falde.
  7. Ospitano insetti. Se convivono varie specie di insetti, antagoniste tra loro, ci sono meno probabilità che qualcuna prevalga sugli altri distruggendo il raccolto.
  8. Ospitano fauna selvatica, anche utile.
  9. Con le loro radici mantengono soffice il terreno e contribuiscono alla sua fertilità.
  10. Mi danno materia organica da utilizzare per pacciamare o fare compost.

L’elenco potrebbe proseguire, mi aiutate ad aggiungere altri motivi?

Letture consigliate: Elogio delle Erbacce di Richard Mabey, Ponte alle Grazie