I permacultori di tutta Europa si sono incontrati dal 7 all’11 settembre  a Bolsena per la Convergenza Europea di Permacultura (EUPC), evento che si tiene ogni due anni e che per la prima volta ha avuto sede in Italia. Esperti di Permacultura e materie correlate di tutto il continente hanno condiviso saperi, esperienze e progetti. Helder Valente è uno di loro e a Bolsena è venuto per raccontare il suo esperimento  a Tenerife, la più grande delle isole Canarie. In questa terra di origine vulcanica in mezzo all’Oceano Atlantico, dove convivono 20 climi diversi, ha creato una food forest che si chiama Atlantis.

Helder Valente

Cuore del suo racconto è stata una fondamentale riflessione: tornare alla terra significa tornare alle persone, “Back to the land and back to the people”. A volte ci sentiamo stanchi della vita di città, delle difficoltà nei rapporti di lavoro, o con i vicini o con la famiglia, e sogniamo di ritiraci in un pezzo di terra tutto nostro che possa nutrirci e tenerci al riparo dagli affanni che la vita sociale provoca. E’ giusto ricordare che per tornare alla terra dobbiamo tornare alle persone e imparare a costruire nuove relazioni sane, che sono l’elemento fondamentale per la felicità degli esseri umani. “Da soli in Paradiso – ha detto Helder Valente – non si sta molto bene”.

Valente ha mostrato le immagini di Atlantis accompagnate da un resoconto emozionante e ricchissimo di contenuti, alla fine del quale ha raccontato la storia del suo cane. Un giorno la sua vicina di casa, che vive vendendo uova e qualche ortaggio, ha perduto numerose delle sue galline a causa di alcuni cani lasciati liberi dai cacciatori. Per difendersi ha pensato di distribuire nella sua proprietà polpette avvelenate e a morire è stato il cane di Helder. “Non me  la sono presa con la vicina, né con i cacciatori, e neppure con i produttori di veleno – ha spiegato – quello che ho fatto è continuare a portare avanti il mio lavoro, che consiste nell’aiutare le persone a connettersi con la terra”.

Atlantis

Atlantis

Atlantis è la food forest dei sogni, dove i banani crescono accanto ai castagni, il cacao accanto ai cavolfiori, si possono assaggiare 50 diversi tipi di fichi e le insalate si fanno con i fiori di ibiscus. Per non parlare degli avocado centenari e delle farfalle monarca che qui hanno trovato un santuario a loro disposizione.

Io ho una mezza idea per le prossime vacanze.